Immigrati. Uno sbarco di notte fa meno effetto

26editorialeC’è ancora qualcuno in Italia che sia capace di porsi la domanda se il problema più grave che opprime il nostro Pese siano davvero gli immigrati? Perché questo si desume dal fatto che da mesi ormai un personaggio politico leader di un partito ed oggi ministro dell’Interno sta condizionando la pubblica opinione su questo tema per il semplice fatto che – è lecito pensare – si è rivelato la classica gallina dalle uova d’oro quanto a ritorno in consensi negli appuntamenti elettorali o nei sondaggi.
Non serve a niente che enti e persone al di sopra di ogni sospetto snocciolino dati secondo i quali il numero di immigrati ospitato dall’Italia è nettamente inferiore a quelli presenti in “stati canaglia” come sono fatti apparire, per esempio, Francia e Germania.
Nemmeno conta che il numero di arrivi sia drasticamente calato a seguito delle iniziative (per certi aspetti già criticate da molti) intraprese dal ministro Minniti nei mesi scorsi. Si potrebbe continuare nell’elencazione ma il rischio di troppe parole è che si perda di mira il centro della questione.
Volentieri riprendiamo un passaggio di un documento del consiglio pastorale della diocesi di Milano nel quale si chiede se “di fronte al fenomeno tanto complesso […] delle migrazioni, […] la comunità internazionale, l’Europa, l’Italia possono rassegnarsi all’impotenza, a interventi maldestri, a logorarsi in discussioni e contenziosi, mentre uomini e donne, bambini e bambine muoiono in mare, vittime di mercanti di esseri umani?”.
È molto facile additare gli immigrati come “usurpatori” di ricchezze che verrebbero in tal modo sottratte ai legittimi proprietari, gli italiani. Mai sentito parlare di “guerra tra poveri”?
Tutto questo può aiutare un governo a prendere fiato sui veri problemi, distraendo da essi l’attenzione dei cittadini, ma è una strategia che ha il respiro corto e ci vorrà poco a capire che ben altre sono le sfide da affrontare per risollevare le sorti economiche, ma non solo, dell’Italia. In altra pagina del giornale si parla dei dati sulla povertà, ogni giorno ci vengono proposte le statistiche sulla disoccupazione, i giovani continuano a rimanere ai margini di una società ormai diventata matrigna nei loro confronti; tutto questo e tanto altro senza parlare delle piaghe storiche come l’evasione fiscale, la lentezza della burocrazia, l’inadeguatezza della macchina giudiziaria…
Ma il drappo rosso del “dagli all’immigrato” per ora funziona e allora, anche quando si è costretti a concedere l’ingresso in un porto lo si fa di notte, sperando in tal modo di cogliere due piccioni con una fava: da una parte ci si fa belli dando prova di sensibilità, dall’altra si evita di urtare l’opinione pubblica immersa nel mondo dei sogni o impegnata a seguire le varie trasmissioni televisive sui mondiali di calcio.

Antonio Ricci

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