Anche in Lunigiana dimore e giardini aperti: ben 9 a Fivizzano

Tanti i siti disponibili domenica scorsa

Il giardino di Villa Giannetti a Monzone
Il giardino di Villa Giannetti a Monzone

In Lunigiana sono 12 i soci dell’ADSI, che hanno tenuto aperti e visitabili i loro edifici domenica 27 maggio: di questi ben 9 sono nel territorio di Fivizzano. Sono 4500 i proprietari di dimore storiche dell’Associazione nata nel 1977 per sensibilizzare alla conservazione e alla valorizzazione di “immobili di valore storico ed artistico e di interesse per la comunità”. Rappresentano, infatti, un patrimonio di grande valore culturale, che deve essere tutelato e tramandato e di cui i giovani, in particolare, devono avere piena consapevolezza, venendo a loro affidato.
Si diceva 9 nel fivizzanese, ma avrebbero potuto essere ancor più numerosi. Mancano all’appello, per motivi diversi, palazzo Benedetti-Chigi di Fivizzano e la dimora del Conte Picedi di Ceserano, per ricordarne solo due.
Vi hanno risposto, però, la Villa Toscana Pescigola, raggiungibile dalla strada che da Fivizzano porta a Terenzano. È datata XV secolo, ma è stata ingrandita nel XIX con un “ampio giardino romantico all’inglese, circondato da un parco sognante di poetiche atmosfere e di languidi riferimenti letterari”. Non poteva essere diversamente, essendo stata posseduta e abitata per lungo tempo dalla poetessa e scrittrice Maria Eugenia Groppallo Giustiniani.

Il Convento del Carmine a Cerignano di Fivizzano
Il Convento del Carmine a Cerignano di Fivizzano

Non molto distante si trova l’ex Convento Carmelitano di Cerignano, dove entrò, per far parte dell’ordine, il Beato Padre Angelo Paoli. Nei capitoli provinciali fiorentini è citato per la prima volta il 24 giugno 1569. Fu soppresso, per ordine granducale , nel 1782 e, poi, nel corso dei secoli, ha subito varie trasformazioni. Il suo artistico chiostro è stato restaurato dalla famiglia Andreani ed oggi l’intero complesso è circondato da un accogliente parco, utilizzato per le feste matrimoniali e per solenni celebrazioni.
All’estremità opposta, a Monzone, spicca per bellezza ed eleganza Villa Giannetti. Costruita nel 1672, fu legata, probabilmente, ad interessi medicei. Lo stemma del Medici, che sul monte San Giorgio fecero aprire una miniera di rame, si trova sul portale d’ingresso. Gli interni furono affrescati dal pittore fivizzanese Stefano Lemmi. Un ampio giardino degrada verso il Lucido. Un ponticello porta in un giardino all’italiana, dominato dal Marzocco fiorentino.
Ma è a Fivizzano che sono concentrati più gioielli artistici: l’ameno giardino di Palazzo Fantoni Bononi, delimitato da un perimetro murario posto sopra l’imponente sistema difensivo delle mura medicee. Ad un centinaio di metri si può entrare nel giardino dai canoni estetici all’italiana dell’ex Convento degli Agostiniani. Fin dalla sua fondazione (1381) svolgeva le funzioni di Orto Monastico. È un giardino chiuso all’interno di mura, con un colonnato centrale. Vi si coltivavano anche erbe mediche, i cosiddetti semplici: santoreggia, cumino, giglio, salvia, rosmarino, rosa…, ma anche fiori e frutti per il convento. Un vero e proprio hortus deliciarum, a simboleggiare la Vergine Maria. Oggi è sede dell’omonimo Ostello e della Biblioteca Comunale Intitolata ad Emanuele Gerini. Adiacente al Convento, in quella che era la trecentesca chiesa di San Giovanni Battista, è situato il Museo inaugurato nel 2009.
Col Castello della Verrucola si entra in un castrum medievale, un vero sistema di fortificazione a servizio di un dominio feudale. Le mura racchiudono la corte, la cappella, le torri. È ricordato in un documento del 1053. Prima dei Malaspina lo possedevano i Bosi, legati ai Bianchi d’Erberia, vassalli di Matilde di Canossa. Oggi è di proprietà della famiglia Cascella e conserva molti bozzetti delle opere del grande scultore Pietro, di cui è aperta una mostra nel museo degli Agostiniani.
Il Castello dell’Aquila di Gragnola, completamente ristrutturato qualche decennio fa per iniziativa privata, è, invece, adibito ad eventi culturali o a feste private. Lì è stato scoperto un sepolcro contenente lo scheletro intatto di un cavaliere del XIV secolo. Domina le vali del Lucido e dell’Aulella. La sua costruzione risale ai secoli IX e X. Al suo interno si notano un vasto cortile, torri rettangolari, il corpo di guardia.
Questi sono i luoghi visitati il 27 maggio. Da loro può dipendere una parte del possibile sviluppo del Comune di Fivizzano.

Andreino Fabiani
Francesco Leonardi

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