Papa Francesco e Benedetto XVI, una sintonia che dovrebbe far pensare

11Francesco_BenedettoÈ il quinto anniversario dell’elezione di Papa Francesco. Ha subito colpito per la sua semplicità, la sua immediatezza, la sua chiarezza, i suoi gesti, non ricercati, il suo abitare in poche decine di metri quadrati in Santa Marta, la sua preferenza per i poveri, per le periferie del mondo. Il nome scelto, Francesco, non era uno sfizio, era un programma.
Di Papa Francesco si conoscono i discorsi, i documenti, i viaggi, le sue preoccupazioni. Si va dalla famiglia ai giovani, al dialogo con le altre religioni, all’ecumenismo, al Giubileo straordinario della Misericordia.
Non sono pochi quelli che lo osteggiano pubblicamente. Ci sono frange, anche all’interno della Chiesa, potentissime sul piano della comunicazione, e forse non solo, che non mancano di sottolineare ogni giorno i problemi che emergono nella Chiesa. Lo accusano anche di fragilità teologica.
In occasione dell’anniversario è stata pubblicata la collana “La teologia di Papa Francesco”, composta da undici volumetti firmati da altrettanti teologi di fama internazionale per “rendere accessibile il tesoro di sapienza ecclesiale che anima ed è nascosto dietro i gesti di Papa Francesco” sottolineandone le radici, la continuità col magistero precedente e le prospettive che apre.
Da essi emerge un messaggio profetico che lo ha portato a collocarsi tra due fronti contrapposti all’interno della Chiesa: da una parte la paura e le resistenze di un conservatorismo fondamentalista, dall’altra la visione di alcuni riformisti radicali.
Papa Francesco non parla di riforma della Chiesa, parla di conversione e la parola chiave del suo programma pastorale del suo pontificato è “Misericordia”. Portare le periferie nel cuore della Chiesa vuole certo significare alzare lo sguardo sui poveri, ma vuol anche dire guardare il mondo non dall’alto, ma dal basso, nella sua concretezza.
I denigratori di Papa Francesco spesso si richiamano a Papa Benedetto XVI, il quale, però, non vuole essere il contraltare di Francesco e ama sul serio la Chiesa di Cristo e per questo ha compiuto un gesto inusuale: ha scritto una lettera chiara, concisa e stizzita nella quale dice testualmente: “Plaudo a questa iniziativa che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano di oggi”.
“I piccoli volumi mostrano a ragione che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con le dovute differenze di stile e di temperamento”. Se un uomo prudente come Papa Benedetto arriva a dire queste cose forse è il caso che qualcuno faccia qualche riflessione.

Giovanni Barbieri

 

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