‘Meteobabele’ di inizio anno

02meteo_tabellaL’ inizio anno 2018 si è avviato con un gennaio dai forti contrasti meteo non solo da continente a continente (ondata di gelo e forti nevicate negli USA orientali opposte alla mitezza dell’inverno europeo, almeno in questa fase), ma anche da nord a sud e da ovest a est nell’ambito delle diverse nazioni. Basti citare le nevicate spropositate sulle Alpi e la primavera piena al Meridione in Italia, ma si potrebbero citare altri esempi di totale idiosincrasia dei fenomeni atmosferici dettati dalla latitudine, dalla longitudine o dall’esposizione rispetto a catene montuose. Questi ‘versi’, sia chiaro, il tempo li mette in piazza quasi regolarmente e ovunque, ma non si riesce a star dietro a tutte le mattane dell’instabile atmosfera.
Qualche commento sensato e pacato si legge sia sulla stampa che su siti seri del settore, ma solo la persona interessata lo cerca, lo trova e lo valuta criticamente.
Hanno quindi voglia coloro che ne capiscono qualcosa di sottolineare che la temperatura globale è in aumento e che le severe condizioni glaciali di due settimane nel NE degli Stati Uniti non smentiscono affatto il global warming. Ahimé, non è ancora chiaro che, in un mondo che si scalda, non è detto che, localmente, possa fare ancora terribilmente freddo! E la nostra Italia? L’anno scorso fu sepolto di neve l’Appennino, dalle Marche alla Sila, e il maltempo si accanì su zone già provate da mesi di scosse sismiche.
Le Alpi – soprattutto l’area dolomitica – e l’Appennino Ligure e Tosco-Emiliano, a lungo privi di neve, attesero una fioccata a mani giunte. Il gelo ebbe punte anche intense, ma mancò lei, la dama bianca, troppo presa a imbiancare altre contrade montane lungo la Penisola, nonché varie località del Sud a bassa quota poco avvezze a vederla.
Quest’anno, al contrario, le Alpi stanno ricevendo troppa neve e la temperatura, infatti, è molto mite a causa dell’alternanza di scirocco, libeccio e correnti favoniche tra un sistema frontale e l’altro. Durante i passaggi perturbati, già più volte in dicembre e in questo avvio di gennaio, si sono registrati temporali, Pianura Padana compresa, come fosse ancora autunno o già primavera! L’anomalia è evidente perché a gennaio sulle Alpi non dovrebbe cadere così tanta neve quanto, piuttosto, conservarsi, grazie al freddo, quella caduta nel tardo autunno e all’inizio dell’inverno. È noto infatti che, sull’arco alpino, i mesi più scarsi di precipitazioni sono proprio quelli invernali, specie gennaio e febbraio. 

 

Previsioni valide dal 12 al 16 gennaio

02meteoCome avete potuto constatare, l’affidabilità delle previsioni della scorsa settimana è stata mediocre; continuerà ad esserlo nei prossimi giorni, anche se sembra ci sia una migliore stabilità nelle ultime uscite dei modelli matematici e pure maggiore concordanza fra i principali centri meteorologici. La cosa che salta all’occhio è la tendenza ad un calo delle temperature che, dopo avere registrato valori autunnali, dovrebbero riportarsi su valori più consoni alla stagione. In effetti, sul Mediterraneo, è previsto l’arrivo di masse d’aria moderatamente fredda sia da NW (Nord Atlantico e Groenlandia ) che da NE (Europa Orientale). L’interazione fra le due dovrebbe creare i presupposti per un tempo mediamente instabile, soprattutto da domenica 14.
Intanto, venerdì 12, il cielo sarà poco nuvoloso o parzialmente nuvoloso per nubi addossate all’Appennino con qualche fiocco di neve e venti di tramontana. Temperature minime fra 2 e 4°C e massime sui 10-11°C con zero termico attorno ai 1000-1200 metri.
Sabato 13, sarà il giorno più soleggiato con aumento delle nubi in serata. Minime in diminuzione con gelate notturne e massime stazionarie o anch’esse in lieve calo.
Da domenica 14, graduale peggioramento con molte nubi e precipitazioni sparse, nevose in montagna, ma forse fino a quote collinari, specie nel versante padano dell’Appennino.
Tale situazione potrebbe persistere anche lunedì 15 e martedì 16 con schiarite solo di breve durata. Pare, quindi, che l’inverno abbia voglia di mostrare un volto appena più… competente.
Aggiornamenti su www.ilcorriereapuano.it.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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