Anche Bagnone esce dal servizio comprensoriale dei Vigili Urbani dell’Unione

Il sindaco Marconi “non si può far fronte alle spese”, decisione condivisa anche dalla minoranza

Alcuni vigili urbani in servizio
Alcuni vigili urbani in servizio

Dopo ampie discussioni, campagne elettorali e dibattiti socio–politici, la funzione della Polizia urbana dei singoli comuni lunigianesi era divenuta realtà associata gestita dall’Unione di Comuni. Il tutto veniva sbandierato come panacea della sicurezza comprensoriale. Poi alcuni enti, ritenendo che ci fossero crepe nel servizio, in quanto il nostro è un territorio vasto, variegato e non facile da gestire, hanno innescato la “retromarcia” richiamando, in loco, i loro Vigili urbani.

Ed ora tocca a Bagnone. Con il voto unanime espresso nell’ultimo Consiglio comunale, dal primo gennaio 2018, ultimate le dovute procedure, i Vigili torneranno sotto il diretto controllo del comune.

Carletto Marconi, sindaco di Bagnone
Carletto Marconi, sindaco di Bagnone

“Quando tutti i comuni avevano optato per la Polizia associata – dice il sindaco Carletto Marconi  – c’erano le giuste motivazioni. L’Unione di Comuni incassava una cifra importante, tale da garantire il funzionamento del sistema sicurezza. Il personale attivo riusciva a coprire le necessità emergenti dal territorio. Con l’uscita di vari comuni sono lievitati i costi e si sono manifestate le carenze nel servizio prestato ai comuni periferici, come quello che amministro. Attualmente non ci sono più i presupposti iniziali, né si può far fronte alle spese, che per noi sono passate da 66 mila euro a 82 mila euro l’anno”. Sulla questione si trova d’accordo pure la minoranza ma con motivazioni diversificate. Il capogruppo Michele Olivieri rimarca l’incapacità, “davvero lapalissiana”, di governo del territorio da parte dell’Unione di Comuni. Rincara la dose il consigliere Alberto Santini: “Abbiamo pagato i disservizi con una jungla del traffico, specie nei mesi estivi e durante fiere o eventi importanti. Si è sperperata una mole di denaro pubblico, circa 900 mila euro, senza dare risposte concrete. Con il rientro dei nostri Vigili urbani avremo una presenza costante e, di conseguenza, una maggior tutela della comunità in un mondo sempre più fragile nel campo della sicurezza. L’Unione ha dimostrato – chiosa Santini – l’attaccamento alla politica senza applicare le coordinate della vera amministrazione”. Insomma copioni già visti mentre a rimetterci son sempre le tasche dei cittadini. Chissà come mai? Ivana Fornesi

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