Lunigiana: cresce il turismo ma prevale il “mordi e fuggi”

Iniziamo questa settimana un’analisi della situazione turistica contattando alcune strutture ricettive. Siamo partiti dalla Lunigiana settentrionale con i comuni di Pontremoli, Zeri, Mulazzo e Filattiera.

turistiTurismo. Parola agognata e desiderata, non c’è ente, politico, amministrazione che non ne sottolinei la centralità nelle potenzialità di sviluppo del territorio lunigianese. Ma c’è una corrispondenza tra queste parole ed intenzioni con la realtà dei fatti? In queste settimane proveremo a fare un percorso di analisi di come sia andata la stagione turistica estiva intervistando direttamente i gestori di alcune strutture ricettive lunigianesi. Un modo per saggiare le risposte degli addetti ai lavori che toccano con mano la presenza dei visitatori ma anche per farci segnalare eventuali criticità e difficoltà. In questa “prima puntata” ci concentreremo sulla Lunigiana settentrionale, avendo contattato alcune strutture dei comuni di Pontremoli, Zeri, Filattiera e Mulazzo. Si parte bene perché nel complesso si respira un generale ottimismo con i segnali positivi sull’andamento turistico a livello nazionale che si riflettono anche sul territorio lunigianese. Quasi tutte le strutture da noi contattate, infatti, rivendicano un miglioramento di numeri rispetto alla stagione estiva 2016. Partendo da quello che è l’unico albergo dell’area (annotazione che di per sè dovrebbe suscitare una qualche riflessione), ovvero l’Hotel Napoleon di Pontremoli, c’è una generale soddisfazione dell’andamento turistico anche se si è partiti “con un giugno così e così”. Poi la svolta con luglio, anche per la decisione dello Spezia Calcio (che a Pontremoli ha svolto la preparazione in vista del prossimo campionato) di soggiornare presso la struttura. Ad agosto “è andata bene ma poteva andare meglio”. Insomma si è in bilico tra il vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto anche perché i numeri positivi delle presenze si scontrano con la riflessione che Pontremoli e il territorio limitrofo sono “ricchi di bellezze e potenzialità che sarebbe possibile valorizzare maggiormente”. Ad esempio, durante i due mesi estivi si dovrebbero creare nuovi eventi che richiamino turisti e visitatori – “Bene il Bancarella e Medievalis ma ci vuole qualcos’altro” – eventi che potrebbero nascere “da un confronto più stretto tra i commercianti e gli enti che si occupano di turismo”. Analizzando invece la tipologia del turista, i gestori dell’hotel hanno visto presentarsi alla reception più stranieri che italiani. E con una modalità di sosta che è “mordi e fuggi”, ovvero con uno o al massimo due notti di permanenza. Un dato, quello della durata del soggiorno, che non ripeteremo perché è comune a tutte le strutture da noi contattate.

agriturismo internoRestando sempre a Pontremoli, passiamo al bed&breakfast “Ai Chiosi”: “È stata un’estate davvero positiva. A luglio e agosto la struttura era praticamente sempre piena”. Segnalata in particolare la presenza di italiani provenienti dal Nord (Lombardia in primis, ma anche Piemonte ed Emilia Romagna). Tanti pellegrini e tante le presenze nei periodi turistici “caldi” dell’estate (Bancarella, Medievalis) durante i quali i gestori hanno “dovuto mandare via delle persone”. Cosa accaduta anche all’agriturismo “Filippi” di Oppilo, anche se nella struttura della frazione pontremolese sono stati soprattutto stranieri (svizzeri e tedeschi principalmente) i protagonisti dell’estate vacanziera perché “sono incuriositi dalla Lunigiana, soprattutto per quanto concerne l’enogastronomia”. Anche se spesso sono arrivate lamentele “perché trovano chiusi e non visitabili dei luoghi attrattivi come il Castello di Mocrone o la Pieve di Sorano”. A proposito di Sorano, passiamo a Filattiera e al podere “Conti” che conferma la stagione turistica positiva “anche aiutata da un tempo favorevole e da una Pasqua alta che ha invogliato ad uscire di casa”. Un miglioramento già in atto da un paio di anni ma che quest’anno è risultato particolarmente accentuato. Si segnala ad esempio un aumento del turismo ‘last minute’ con prenotazioni ‘volanti’, “anche solo per scappare dal caldo della città per due giorni”. E c’è da sottolineare anche un maggiore afflusso di inglesi che fino a poco tempo fa “neanche sapevano cosa era un agriturismo. Ora, anche grazie ad un programma televisivo della BBC, è diventata la vacanza di moda con una netta preferenza per gli agriturismi toscani”.

Agriturismo lunigianaRifacciamo due passi verso nord e andiamo a Zeri e precisamente all’agriturismo “Mulino Marghen” a Noce. Qui i dati non sono positivi come altrove: “Abbiamo avuto un luglio piuttosto fiacco seguito da un agosto decisamente più positivo” con presenze soprattutto da parte di turisti italiani. Le problematiche segnalate dai gestori dell’agriturismo rappresentano un po’ una riflessione sulla situazione dell’abbandono della montagna: “Zeri ha bisogno di più attenzione perché rappresenta una dimensione particolare e diversa. Un primo aspetto, quasi fondamentale, sarebbe quello di garantire una buona viabilità durante tutto l’anno”. Chiudiamo questo nostro primo percorso a Mulazzo con il bed & breakfast “Costa Gavedo”. Il dato è in linea con gli anni passati sia pure con un lieve miglioramento “anche grazie alle prenotazioni on line”. In questo caso, a primeggiare sono soprattutto gli stranieri con varia tipologia di provenienza: Olanda, Belgio, Spagna, Svizzera… La titolare del b&b si lamenta “della poca pubblicizzazione che c’è attorno alla Lunigiana. A Sarzana non c’è un cartello che segnali un evento o un appuntamento lunigianese”. Una riflessione che condividiamo e che, a nostro giudizio, si aggrava se pensiamo al troppo campanilismo (o comunque cura del proprio orticello) che sopravvive tra i vari comuni della Lunigiana. Così facendo (e le soste brevi, che sono la normalità, lo testimoniano) si offrono solo delle belle singole vetrine da visitare in una giornata ma non un marchio complessivo, quello lunigianese appunto, che potrebbe riuscire a raccontare se stesso e rendersi punto di riferimento del turismo anche di lungo periodo. (Riccardo Sordi)

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