La decisione e la pazienza del buon seminatore

La domenica del Papa

30papa_S_MessaNel nostro vivere quotidiano abbiamo messo in primo piano la fretta, non siamo più capaci di aspettare a lungo. Il nostro agire richiama in qualche modo quello dei servi dell’agricoltore, nella parabola riportata nel brano di Matteo letto nella Messa di domenica scorsa, che vorrebbero subito tagliare la zizzania che sta crescendo insieme al grano: “Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura” è la risposta del padrone del campo. Nel racconto evangelico, dunque, ci sono due opposti protagonisti, ha detto Papa Francesco all’Angelus: “Il padrone del campo che rappresenta Dio e sparge il buon seme; dall’altra il nemico che rappresenta Satana e sparge l’erba cattiva”.
Così grano e zizzania, cioè bene e male, crescono assieme e i servi “vorrebbero intervenire strappando la zizzania; ma il padrone, che è preoccupato soprattutto della salvezza del grano, si oppone dicendo: non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano”. Gesù non strappa la zizzania, non caccia Giuda dai dodici ma anzi si china e gli lava i piedi; non interviene per impedirgli di compiere fino in fondo il suo tradimento, ma lo lascia nella sua libertà e lo chiama amico. Ecco l’infinita pazienza del Signore che sola può cambiare il cuore dell’uomo.
Con questa parabola, ha affermato Papa Francesco all’Angelus, “Gesù ci dice che in questo mondo il bene e il male sono talmente intrecciati, che è impossibile separarli ed estirpare tutto il male. Solo Dio può fare questo, e lo farà nel giudizio finale. La situazione presente è il campo della libertà, il campo della libertà dei cristiani, in cui si compie il difficile esercizio del discernimento fra il bene e il male”.
Come dire che l’intransigenza, il cercare la purezza a tutti i costi, la rigidità di volere una comunità composta tutta di giusti è pericolosa, perché i confini tra bene e male, tra giustizia e ingiustizia a volte non sono così netti. Si tratta, dunque, di congiungere “due atteggiamenti apparentemente contradditori: la decisione e la pazienza. La decisione è quella di voler essere buon grano – tutti lo vogliamo -, con tutte le proprie forze, e quindi prendere le distanze dal maligno e dalle sue seduzioni. La pazienza significa preferire una Chiesa che è lievito nella pasta, che non teme di sporcarsi le mani lavando i panni dei suoi figli, piuttosto che una Chiesa di ‘puri’, che pretende di giudicare prima del tempo chi sta nel Regno di Dio e chi no”.

Condividi

Scrivi un commento