“Memorie di stra-ordinaria quotidianità” nel Museo diocesano fino al 29 ottobre
Giovedì 29 giugno, al Museo Diocesano di Massa, si è svolta l’inaugurazione della mostra “Il Cielo sceso in terra. Memorie di stra-ordinaria quotidianità”. Il tema trattato è quello degli ex voto, piccoli oggetti che venivano collocati presso le immagini sacre per chiedere l’intercessione del divino a sostegno delle quotidiane difficoltà o in segno di riconoscenza per una grazia ricevuta. Dipinti, ricamati, realizzati in cera o in materiali preziosi, gli ex voto affollano i santuari e sono la testimonianza del bisogno di instaurare un rapporto diretto con Dio.
In alcuni casi questo rapporto si esplica in maniera molto intima e personale, in altri coinvolge intere comunità chiamate ad affrontare periodi di particolari difficoltà: guerre, epidemie, momenti di carestia. Gli ex voto divengono così preziose testimonianze degli intrecci di storie, vite ed eventi stra-ordinari che hanno segnato la storia delle nostre comunità nel corso dei secoli.
Fede e cultura inscindibilmente si intrecciano. Si rivela oggi necessario che non siano trascurate queste forme di pietà del popolo cristiano e il loro fruttuoso apporto per ravvivare la nostra cultura intrisa di cristianesimo, secondo l’insegnamento del Concilio Vaticano II. A seguito del rinnovamento conciliare, infatti, la situazione della pietà popolare cristiana si presenta variata a seconda dei Paesi e delle tradizioni locali. Si notano nella società in cui viviamo atteggiamenti contrastanti, quali talvolta l’abbandono manifesto e sbrigativo di forme di pietà ereditate dal passato, lasciando vuoti non sempre facilmente colmabili; l’esigenza di salvaguardare le ricchezze della pietà popolare, espressione del sentire profondo maturato dai credenti in un dato spazio e tempo; rinnovata vitalità della religiosità popolare quale resistenza e reazione a una cultura tecnologico-pragmatica e all’utilitarismo economico; caduta di interesse per la pietà popolare provocato da ideologie secolarizzate e dall’aggressione di “sette” ad essa ostili. San Giovanni Paolo II nella Lettera apostolica “Vicesimus Quintus Annus” constatava che la “pietà popolare non può essere né ignorata, né trattata con indifferenza o disprezzo, perché è ricca di valori, e già di per sé esprime l’atteggiamento religioso di fronte a Dio. Ma essa ha bisogno di essere di continuo evangelizzata, affinché la fede, che esprime, divenga un atto sempre più maturo ed autentico”.
All’evento inaugurale ha partecipato il Vescovo, mons. Giovanni Santucci, assieme don Luca Franceschini, direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali: erano presenti anche il prefetto di Massa Carrara, Enrico Ricci, il questore di Massa, Giuseppe Ferrari, l’assessore Mauro Fiori del Comune di Massa e il Consigliere regionale Giacomo Bugliani. Da sottolineare anche l’impegno di alcuni studenti del Liceo Linguistico “Pascoli” di Massa che, grazie ai progetti connessi con l’alternanza scuola-lavoro, hanno potuto partecipare alle fasi di ricerca e di allestimento della mostra. Inoltre, nella sera di sabato 1° luglio, in concomitanza con la “Notte Bianca” cittadina, c’è stata una affluenza record di centinaia di persone che hanno colto l’occasione per visitare la mostra.
L’esposizione, che ripercorre, da un punto di vista inedito e curioso, la storia dei principali santuari della città di Massa e della diocesi, resterà aperta fino al 29 ottobre. Nel periodo estivo si potrà visitare nei giorni di giovedì venerdì e sabato dalle ore 21 alle 24. Sono inoltre previste visite guidate ed aperture straordinarie per gruppi, su richiesta.
Don Fabio Arduino



