Quei manifesti non sono uno scherzo

papa_FrancescoChi è un po’ addentro alle cose di Chiesa sa che c’è una galassia di mondo tradizionalista che non vede di buon occhio né il modo di Francesco di porsi con la gente, né il suo tentativo di riforma.
Finora c’erano state diverse prese di posizione, anche di qualche cardinale, ma i manifesti anonimi affissi in alcune zone centrali di Roma compiono un “salto di qualità”: sono irriverenti e volgari ed evocano un mondo sotterraneo.
Il testo fa riferimento al commissariamento dei Francescani dell’Immacolata (che risale al luglio 2013) e a quello, più recente, dell’Ordine di Malta. In ambedue i casi ci sono situazioni delicate e problematiche tali da richiedere un intervento per risolvere le controversie.
Il veleno sta nella coda: “n’do sta la tua misericordia?”. Come a dire che Francesco parla bene, ma razzola male. La necessità di una riforma della Curia Romana (una richiesta emersa anche nell’ultimo Conclave), e non solo, dice che bisogna avere visioni alte e mano ferma.
E se c’è bisogno di intervenire e prendere provvedimenti si ha il dovere di farlo. Una misericordia mal concepita potrebbe portare, e porta, a troppi scandali di cui la Chiesa non ha affatto bisogno. La misericordia richiede anche il riconoscimento del proprio “peccato”, il bisogno di conversione e la richiesta di perdono. Conoscere le problematiche e le divisioni e non intervenire è cosa poco misericordiosa. Chi governa deve prendere provvedimenti nei confronti di chi appare inadeguato o in errore.
Alcuni, soprattutto coloro che si sentono sotto accusa, minimizzano il fatto dei manifesti riducendolo a “pasquinata”. Tanti altri non sono dello stesso parere. Qualcuno lo definisce un attacco preciso, violento, ben pianificato, sapendo che le immagini non si sarebbero fermate ai muri di Roma, ma avrebbero fatto il giro del mondo. Si tende a mettere in discussione il rapporto diretto di Papa Francesco con la massa dei fedeli coi quali il feeling è evidente.
C’è anche chi pensa che non ci sia un burattinaio unico. Per il direttore di Civiltà Cattolica, Antonio Spadaro, “sono manifesti anonimi finto-popolari e ben pagati”, sono il “segno che il papa sta agendo bene e sta dando molto fastidio. Questi manifesti sono minacce e intimidazioni… Dietro c’è gente corrotta e ci sono poteri forti che montano strategie per staccare il papa dal cuore della gente”.

Giovanni Barbieri