A Pontremoli tutti i sabati e le domeniche di febbraio riaprono antiche botteghe e si trasformano in laboratori artigianali di saperi e passione

Il taglio del nastro dell'iniziativa "Mani e Menti"
Il taglio del nastro dell’iniziativa “Mani e Menti”

“Mani e menti” unite per riportare nel cuore della città il sapore e la passione del lavoro artigianale. Questo il progetto che nel corso dei week end di febbraio sta coinvolgendo l’area attorno al Piagnaro creando quasi un circolo di piccole botteghe lungo gli antichi acciottolati del centro storico. In pratica nei quattro fine settimana del mese (i sabati dalle 15 alle 19, le domeniche dalle 10 alle 19) c’è stata e ci sarà l’apertura straordinaria di antiche botteghe con, al loro interno, laboratori didattici per grandi e piccini per imparare gli antichi mestieri lungo le vie che conducono al castello del Piagnaro.
Davvero tanti gli artigiani (circa una ventina) che hanno aderito all’iniziativa e che hanno trovato posto nei “fondi” messi a disposizione dai proprietari. Dalle creatrici di gioielli che con pietre di marmo o fili di acciaio ed ottone sanno creare delle vere e proprie opere d’arte al vetraio (ma anche creatori di strumenti antichi) che realizza vetrate in stile medioevale. Per passare alla decoratrice di ceramica ed ancora alle filatrici, alle lavoratrici della lana e a chi il prezioso vello della pecora lo colora con ingredienti naturali.
Ed ogni prodotto diventa qualcosa di unico ed irripetibile perché forgiato con la sapienza della lavorazione manuale.Un progetto voluto dall’amministrazione comunale, con la preziosa collaborazione della Pro Loco, delle Botteghe di Via Garibaldi e dei proprietari dei fondi che hanno concesso gratuitamente gli spazi. L’obiettivo primario del progetto è dimostrare come condividere abilità manuali permetta di riscoprire un patrimonio della nostra storia e allo stesso tempo possa diventare una risorsa per il futuro.
Un modo per andare controcorrente alla dinamica degli ultimi anni in cui l’artigianato è sempre stato relegato a un lavoro di “serie b”, e molti giovani hanno anteposto gli studi ed un impiego di ufficio alla cultura del saper fare manuale.
Ma l’artigianato è molto di più e per evidenziarlo basta ascoltare gli stessi artigiani che raccontano le loro storie fatte di positività, di coraggio e di intraprendenza, compiendo la scelta di percorrere una strada difficile ma che indubbiamente è resa più leggera dalla passione per il loro mestiere.

(r.s.)