La benedizione degli animali a Montelungo

benezione_animali_MontelungoUn’antica tradizione ormai in disuso è stata ripristinata a Montelungo: la benedizione degli animali. Questa secolare usanza era praticata per la ricorrenza di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali ma anche più in generale dei contadini.
Nel passato infatti la presenza degli animali nelle campagne garantiva un aiuto nella fatica dei campi ma anche un sostentamento per le famiglie: i buoi e i cavalli venivano utilizzati per arare i campi, i cani per badare alle greggi di pecore e capre, asini e muli rappresentavano un mezzo di trasporto ideale per il legname ma anche per le persone.
Senza dimenticare l’importanza della lana lavorata a mano per confezionare calze e maglioni, il latte di mucche, pecore e capre ricco di proteine così come le uova delle galline. Gli animali erano un bene prezioso e il culto di Sant’Antonio Abate insegnava alle persone a rispettare le bestie perché creature volute da Dio per aiutare gli uomini.
E così la signora Giovanna Germani, rientrata a Montelungo, il suo paese d’origine, dopo una vita professionale trascorsa nelle città toscane, ha con determinazione proposto al parroco del paese, don Tonino Cocchi, di ripristinare la benedizione delle bestie: il sacerdote ha accettato con gioia e domenica 22 gennaio, dopo aver celebrato la Santa Messa delle 16 nella chiesa di San Benedetto si è affacciato sul piazzale dove lo attendevano, nonostante il freddo, cani e cavalli fedelmente affiancati ai loro padroni.
Don Tonino ha impartito loro la benedizione e subito dopo tutti si sono recati in canonica dove la popolazione del paese aveva allestito un generoso rinfresco per festeggiare il ritorno alle tradizioni e auspicando che il culto a Sant’Antonio Abate possa continuare anche negli anni a venire.

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