Quiete atmosferica prenatalizia

sole_invernoLa circolazione atmosferica non ha subito scossoni e il periodo si è rivelato calmo con alcune giornate a dir poco incantevoli quanto a trasparenza atmosferica. Mercoledì 7 e giovedì 8 l’assenza totale di nubi resta il dato saliente insieme allo spirare, per poco, di un venticello favonico il pomeriggio del 7 (fatto ripetutosi lunedì 12). Il sereno e la calma di vento notturna hanno agevolato le escursioni termiche, tipiche delle conche vallive. Il fenomeno dell’inversione di temperatura ha toccato punte eclatanti con mitezza unita ad aria secca in montagna, opposta ad un relativo ristagno di aria fredda, a fondovalle, nelle ore serali, notturne e buona parte di quelle mattutine. Le correnti da SW, venerdì 9, hanno mutato parzialmente il radioso quadro meteo addensando stratocumuli ai rilievi appenninici. Sabato 10, nel clou del modesto afflusso di aria temperata, il cielo si è mostrato chiuso da mane a sera: per vedere il sole bastava portarsi nel confinante versante emiliano (non in pianura, dove la nebbia non è stata rimossa nemmeno dal ricambio d’aria del 12-13) e sui monti in genere oltre quota 1400-1500 metri a seconda dei punti e dell’ora. Il tempo di sabato, a dire il vero, era in programma per domenica in base alla previsione, ma evidentemente si sono accordati per uno scambio.

47tabellameteoIl libeccio, sveglio anche domenica, è durato fino quasi al tramonto con il cielo, di ora in ora, intenzionato a sgombrarsi. Il pittoresco crepuscolo del dì festivo ha preceduto vista ancor più scenica tra l’alba e l’aurora di lunedì 12, quando nubi alte e medio-alte si sono infuocate prima del sorgere del sole regalando un quadro spettacolare. Sui rilievi collinari e montuosi stavano spirando miti auree favoniche; tre le 8 e le 10, il divario di temperatura tra le fredde valli e i versanti esposti a SE, illuminati subito dal sole del mattino e accarezzati dalle tiepide brezze, ha superato persino i 10°C. Soltanto alle ore 14, dopo aver donato valori di temperatura primaverili alle frazioni montane e alto collinari, il foehn è riuscito a ‘sfondare’ l’ultima tenue inversione e a spirare nella conca di Pontremoli recando un alito secco e mitissimo… e riscuotendo il plauso delle massaie che avevano steso i panni ad asciugare! La temperatura massima di 16,8°C in Verdeno, pur non essendo un primato per dicembre, si annovera tra le più alte registrate nella serie storica dell’ultimo mese dell’anno (il record assoluto risale al 3 dicembre 1993 con 18,1°C). Il giorno 13, infine, ancora sereno appena dipinto da qualche cirro e solito scarto termico tra le fredde ore del primo mattino bianco di brina e le piacevoli ore del meriggio, benché con temperatura massima in calo rispetto al picco del giorno precedente.

 

Previsioni valide dal 16 al 20 dicembre

Ci avviamo, anche astronomicamente, verso l’inizio dell’inverno, che entrerà mercoledì 21 dicembre alle 3 del mattino… La situazione meteorologica è dominata da una potente figura di alta pressione con massimi sull’Europa Centrale.
Gradualmente stiamo però uscendo dal ‘cuore caldo’ anticiclonico che aveva portato aria mite soprattutto sui monti e siamo esposti ad un afflusso di aria più fredda, che prende le mosse dagli stati dell’Europa Orientale, si sposta verso Ovest transitando sulla Val Padana scendendo successivamente dall’Appennino verso le nostre regioni. Sul finire della settimana, poi, è possibile l’approfondimento di una bassa pressione sul Mediterraneo in evoluzione verso le regioni centro meridionali, ma forse anche più a nord. Insomma qualcosa si sta muovendo, vedremo se questi cambiamenti verranno confermati nei prossimi giorni. Al momento, prevarrà cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso fra venerdì 16 e sabato 17 con qualche annuvolamento in Appennino e venti moderati o tesi fra Nord e Nord-Est; temperature nella media stagionale con minime di poco sopra lo zero nelle zone più ventose ed invece di qualche grado sotto nelle zone ove il vento calmerà nelle ore notturne; massime sui 10-12°C.
Anche domenica 18 dovrebbe partire con lo stesso tempo, ma nel corso della giornata potrebbe aumentare la nuvolosità, e quindi è atteso un lieve calo delle temperature massime visto il probabile minor soleggiamento. Lunedì 19 e martedì 20, pur con tutti i limiti previsionali del caso, sembra possibile la permanenza di una circolazione depressionaria sul Mediterraneo Centrale, ove l’aria fredda, attirata dall’Est Europa, potrebbe interferire con aria umida; in tal caso, non sono escluse deboli piogge con qualche fiocco di neve in Appennino, ma sulle regioni nord occidentali questi fenomeni sarebbero passeggeri prima di un definitivo spostamento di tutta la struttura verso il sud Italia e regioni adriatiche. La situazione però è molto complessa e non possono escludersi anche sorprese provocate da moti retrogradi depressionari balcanici.
Aggiornamenti su: www.meteoapuane.it

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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