La Chiesa non è un museo
Barcellona, 10 giugno 2026: viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Spagna. Incontro con le realtà di carità e assistenza diocesane nella Chiesa di San Agustí (Foto Vatican Media/SIR)
Barcellona, 10 giugno 2026: viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Spagna. Incontro con le realtà di carità e assistenza diocesane nella Chiesa di San Agustí (Foto Vatican Media/SIR)

“La religiosità che da secoli anima questo Paese non sia un museo del passato da visitare, ma una scuola di fede dalla quale attingere anche oggi, per non dimenticare chi è il Signore, per non cadere nella tentazione di affidarsi ad altri idoli e nutrirsi di un pane che non sazia”. “Una scuola che ci insegna a inginocchiarci davanti a Dio e davanti al prossimo, perché nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello; una scuola che ci insegna la gratuità dell’amore che si fa dono, perché circoli tra di noi e spezzi le catene di ogni egoismo; una scuola da cui apprendiamo che Dio è presenza reale e anche noi siamo chiamati ad essere presenti nelle situazioni e nelle sfide della società, a non fuggire, a impegnarci in prima persona per la costruzione del bene comune”. Queste parole di Papa Leone sono risuonate durante la solenne e imponente celebrazione, con processione del Santissimo Sacramento, a Madrid nella prima giornata del Viaggio apostolico in Spagna.

L’accoglienza è stata strepitosa. Alla celebrazione eucaristica del Corpus Domini era presente oltre un milione e mezzo di persone. Il Papa conquista le prime pagine. La vecchia e stanca Europa è ancora capace di accorgersi del Cristo silenzioso che cammina per le vie del centro di Madrid, dove l’Eucaristia si fa persone viva nel povero o nella persona normale. “Gesù cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita i luoghi della nostra vita quotidiana, come il Dio vicino che cammina con il suo popolo, come il Signore della storia, consolazione dei deboli, luce per le famiglie, speranza per i più fragili, pace per chi soffre”.

Barcellona, 10 giugno 2026: viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Spagna. Preghiera del Santo Rosario nell’Abbazia di Nostra Signora di Montserrat. (Foto Vatican Media/SIR)
Barcellona, 10 giugno 2026: viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Spagna. Preghiera del Santo Rosario nell’Abbazia di Nostra Signora di Montserrat. (Foto Vatican Media/SIR)

“Non si tratta di una manifestazione esteriore, di una sopravvivenza folkloristica o di un semplice ornamento estetico. Qui si tratta della fede nella presenza del Signore Risorto, che è vivo e passa ancora in mezzo a noi” ogni volta che nel suo nome un figlio di Dio accoglie un fratello. Per questo la Chiesa non è museo, non è vita relegata nella sfera del privato. è impegno per l’oggi, per la nostra vita personale, per le nostre relazioni, per la società, per la costruzione del futuro. Anche al Parlamento spagnolo Papa Leone ha riscosso un enorme successo, quasi otto minuti di applausi. Eppure il discorso finisce a pagina 20 di alcuni quotidiani. Finché si tratta di processioni va bene, ma poi i contenuti sono pericolosi, vanno nascosti.

Al Parlamento ha trattato tutti i temi scottanti che toccano la politica e che vedono il fallimento di tanti “grandi”. Le radici cristiane dell’Europa, l’aborto, l’eutanasia, le migrazioni e il soccorso in mare, il riarmo, l’ipocrisia delle guerre non guerre in atto. Temi scomodi per i quali ha proposto orientamenti (partendo dalla centralità della persona umana), che toccano troppi interessi politici, economici, finanziari.

Giovanni Barbieri