Anche la nostra diocesi ha aderito all’iniziativa del 13 marzo della Conferenza Episcopale di fronte alla guerra

“Dall’Iran e da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione. Agli episodi di violenza e devastazione, e al diffuso clima di odio e paura, si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi, e altri Paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità”.
Così Papa Leone XIV a margine dell’Angelus di domenica 8 marzo, ha rivolto l’ennesimo appello affinché “cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli”.
Poco dopo l’inizio dei combattimenti in Iran e Medio Oriente anche la Conferenza Episcopale Italiana ha indetto una giornata di preghiera e digiuno per la pace per venerdì 13 marzo, per arrivare allo stop ai bombardamenti.
“L’escalation di violenza in Medio Oriente – scrivono i vescovi italiani – rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili”. La presidenza della Cei in una nota diffusa ha ribadito “che la guerra non è e non può mai essere la risposta; che la logica della forza non può e non deve sostituirsi alla paziente arte della diplomazia, unica via percorribile per la risoluzione di controversie e contese; che il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le legittime aspirazioni dei popoli; che la paura e la minaccia non possono vincere sul dialogo e sul bene comune”.

La Giornata del 13 marzo vuole dunque essere un’ulteriore occasione “per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte”.
L’Ufficio Liturgico Nazionale ha in questo senso pubblicato alcune indicazioni e proposte per la Celebrazione Eucaristica, la Via Crucis e il digiuno. In particolare, si legge nel testo che si pregherà perché “si apra presto un cammino di pace stabile e duratura” e perché “quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio”.
L’iniziativa della giornata di preghiera e digiuno avrà luogo anche nelle parrocchie della diocesi apuana. Ad Avenza il vescovo Mario parteciperà alla veglia delle ore 21 nella chiesa parrocchiale di san Pietro dove è prevista anche la testimonianza di fra Gianluigi Amelio, frate minore e commissario di Terra Santa per l’Italia del Nord.



