
“Seguo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran. La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile. Rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile! Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo”.
Improvvisamente il Medio Oriente ha mostrato tutte le sue contraddizioni. Sembrava che dopo la “tregua” di Gaza, decantata come una quasi pace ma nata sulle macerie umane di un popolo, si potesse aspirare ad un minimo di sollievo. Si sa che i profeti spesso sono incompresi e parlano al vento nel deserto: non fa eccezione Leone XIV. La diplomazia, insieme a tutti gli operatori di pace, è stata spazzata via dai nuovi “saggi” della concretezza, della constatazione che i forti, i violenti, i ricchi, i furbi hanno ragione. Eppure qualcosa non funziona. Prima o poi arriva uno più furbo, più ricco, più forte di te… succede anche oggi. Qatar, Kuwait, Oman, Emirati Arabi Uniti… i nuovi paradisi terrestri, carichi di petrolio e oro, improvvisamente scoprono la loro fragilità. Insieme a loro tutto il mondo si scopre fragile.

L’Iran può anche vedere decapitata la sua dirigenza… ma se blocca il transito di navi nello stretto di Ormuz mette in crisi l’economia mondiale. La guerra tra Israele e Usa con l’Iran è scoppiata mentre erano in atto, dal 6 febbraio con la mediazione dell’Oman, negoziati tra Washington e Teheran. L’attacco improvviso all’Iran è una violazione del diritto internazionale e dimostra il fallimento della diplomazia. è una scorrettezza internazionale non da poco. Con questo non si vuole affatto dire che gli Ayatollah sono dei gentiluomini e che il loro regime non sia feroce e violento. Vuol dire che se vogliamo affermare i valori occidentali e proporci come modelli, non possiamo prendere decisioni così gravi senza che siano avallate da verità.
Con Saddam si erano inventate armi di distruzione di massa, oggi non hanno neppure cercato giustificazioni, la guerra è “preventiva” per difendersi da qualche pericolo che minaccia il Paese. Chi decide il pericolo ecc…? Trump è disarmante: «li stiamo facendo a pezzi» e minaccia «una nuova grande ondata di attacchi». Con l’attacco di questi giorni si avalla un metodo di intervento da sempre (almeno a parole) rifiutato. La legge del più forte, cui si accodano poi tutti i satelliti, crea il caos. Trump dice che dobbiamo fidarci di lui perché “Il mio potere è limitato solo dalla mia morale”. Si può stare tranquilli!!! Sta tranquillo Netanyahu che risale nei sondaggi. Stanno sicuramente tranquilli, e ottimisti come non mai Putin (che già sta offrendo il suo petrolio in giro) e Xi Jinping (che con la sua pazienza cinese intesse relazioni e allarga la sua influenza politica ed economica).
Giovanni Barbieri



