Tradizione e innovazione: i premiati della “Disfida del testarolo”

La cerimonia alle Stanze della Rosa, quattro ristoranti vincitori in tre diverse categorie

Foto di gruppo dei partecipanti alla "Disfida del Testarolo"
Foto di gruppo dei partecipanti alla “Disfida del Testarolo”

Una grande festa nel nome del testarolo, premiando chi ne difende la tradizione, chi riesce a valorizzare i prodotti tipici del territorio, ma anche chi riesce a proporne una versione moderna rispettandone le caratteristiche. Si è conclusa così l’edizione 2026 della “Disfida del testarolo”, organizzata dalla Confesercenti Massa Carrara, con la premiazione alle Stanze della Rosa dei ristoranti che hanno saputo far eccellere il loro prodotto con la qualità e l’innovazione.

Nello specifico sono stati quattro i ristoranti premiati: per la produzione in proprio del testarolo il ristorante “Calevro” di Massa, ristorante che, come sottolineato dalla giuria “fa tutto da sè, dalla farina per l’impasto, all’olio per il condimento, persino il vino per accompagnare il testarolo”. Il premio per il testarolo più creativo è invece andato alla “Antica Pieve” di Filattiera, con un testarolo che mescola i sapori della Lunigiana, con un ripieno fatto con il miele di Castagno Dop, la China Clementi e una tipica caciotta pontremolese. Infine un ex aequo per il miglior testarolo tradizionale, uno condito con il pesto mentre l’altro con olio e formaggio, quindi premiati l’agriturismo “I Giunchi” di Bagnone e il Ristorante “Cashon” di Fivizzano.

Ma, come detto dagli organizzatori della rassegna “a vincere sono stati tutti e otto i ristoranti in gara. Sia per la qualità, che per la capacità di diffondere, sia pure talvolta innovando, un prodotto di eccellenza del territorio come il testarolo”. Ed allora è giusto dare il giusto riconoscimento anche agli altri ristoranti in gara: il ristorante “Da Marietta” e “Cà del Moro” di Pontremoli, il “Podere Conti” di Filattiera e il ristorante “Emozioni” di Massa.

Il tavolo dei relatori e della giuria dell'edizione del 2026 della "Disfida del Testarolo"
Il tavolo dei relatori e della giuria dell’edizione del 2026 della “Disfida del Testarolo”

Prima di arrivare al momento delle premiazioni, c’è stato un interessante dibattito e confronto sul testarolo, intavolato dal moderatore Marco Profili incentrato sulle riflessioni del Coordinatore Provinciale di Confesercenti, Adriano Rapaioli, e dai tre componenti della giuria Alessio Bocconi, fiduciario della condotta Slow Food Lunigiana Apuana, Lorenzo Chiappini, delegato dell’associazione italiana sommelier e gastronomo e Rolando Paganini, chef e docente all’Alberghiero “Pacinotti – Belmesseri”. Bocconi ha sottolineato come non deve trarre in inganno l’evidente semplicità dei prodotti “basta dire che sono prodotti poveri, sono in realtà prodotti di alta qualità da difendere e valorizzare”.

Passando alla sua preparazione lo chef Paganini ha evidenziato l’importanza di evitare condimenti troppo carichi che rischiano di rovinare il prodotto, sottolineando l’importanza di saperli ben abbinare a prodotti locali che possono, ancora di più, caratterizzare ed identificare il prodotto. Il sommelier Chiappini ha voluto ricordarne anche l’importanza di un corretto abbinamento con un vino, che non ne copra le caratteristiche ma che anzi ne esalti i sapori “come un vermentino o un rosso non troppo strutturato”.

Mentre la vicesindaca Clara Cavellini, nei suoi saluti, ha ricordato la crescita del turismo legato alla gastronomia evidenziando l’importanza di un alimento che fa parte della nostra cultura anche grazie all’importante lavoro di Slow Food. (r.s.)