Naufragi: “non è una tragedia, è una strage”
Migranti (Foto: AFP/SIR)

“Non è una tragedia, è una strage”. Così l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, nel messaggio indirizzato a Mediterranea Saving Humans, che torna a prendere il largo nel Mediterraneo centrale dopo i naufragi avvenuti nel Canale di Sicilia durante e dopo il ciclone “Harry”, con circa mille dispersi. “Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”. “Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore”.

È il forte monito che arriva dai vescovi calabresi dopo il ritrovamento di alcuni corpi di migranti sulle coste. Non è un caso che tra gli invitati di Trump al “board of peace” siano completamente assenti tutti gli Stati africani. A tavola non c’è posto per i poveri. Ma poi quei poveri, spesso depredati delle loro materie preziose, saranno gli stessi che abbandonando le loro terre verranno a bussare alle porte delle nostre frontiere. Nel gennaio 2025, si stima che nel mondo i migranti internazionali fossero 304 milioni, più del doppio rispetto al 1990 (153 milioni).

In termini percentuali si è passati dal 2,9% al 3,7% della popolazione mondiale, percentuale che è rimasta invariata negli ultimi anni. Sono aumentati, invece, in maniera molto significativa i profughi e gli sfollati, che alla fine del 2024 hanno raggiunto la cifra record di 123,2 milioni. in questo contesto si pone il rapporto Caritas Migrantes. I dati parlano di 433.381 cittadini stranieri residenti in Toscana, pari all’11,9%, la media nazionale che si attesta sul 9,2%.

Il vescovo di Massa Carrara Mario Vaccari, delegato della Conferenza episcopale toscana per la carità, e l’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli, delegato della Conferenza episcopale toscana per la pastorale dei migranti hanno sottolineato come le diocesi toscane siano attive per collaborare con le istituzioni nei servizi di accoglienza, e hanno invitato a guardare al fenomeno migratorio mettendo in risalto anche le esperienze positive. Sottolineano alcune criticità, riguardo in particolare alle difficoltà dei richiedenti asilo di accedere ai servizi di prima accoglienza, all’accoglienza dei profughi di Gaza, alla necessità di pensare percorsi di accompagnamento per le persone in vista di un’autonomia abitativa e lavorativa.

Le Caritas toscane e Migrantes toscana confermano anche la contrarietà alla realizzazione in Toscana di Cpr e Hotspot in corrispondenza dei porti di Livorno e Carrara. La cosa è particolarmente sensibile da quando il porto di Carrara è stato dichiarato porto sicuro per le navi ong. Sono aumentati gli immigrati distribuiti spesso sul territorio con criteri molto discutibili. I corpi che il mare restituisce sulle spiagge dicono di una realtà umana che preme sulle coste. Ma soprattutto, sulle nostre coscienze.

Giovanni Barbieri