Incontro della Delegazione regionale Toscana delle Caritas. Tra i presenti mons. Mario Vaccari, incaricato della CET per il servizio della carità e don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana

Un momento di confronto che guarda al futuro e interpella da vicino anche la nostra Chiesa locale; la Delegazione regionale Toscana delle Caritas, riunitasi il 13 febbraio, ha rappresentato sia un’occasione di verifica del cammino condiviso, che un passaggio importante per rafforzare la progettazione socio-pastorale anche nella Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli.
Ad aprire i lavori è stato mons. Mario Vaccari, vescovo incaricato della Conferenza Episcopale Toscana per il servizio della carità e nostro Pastore diocesano, con una meditazione sul Vangelo di Marco. Il richiamo è stato chiaro: partire dall’ascolto, un ascolto autentico delle fragilità, dei segni dei tempi e delle domande che salgono dal territorio, “premessa indispensabile per ogni progettazione socio-pastorale”.
Mons. Vaccari ha sottolineato come il dialogo tra istituzioni ecclesiali e comunità sia il terreno su cui far crescere progetti solidi, capaci di incidere nella vita concreta delle persone. Ha poi ribadito che la Delegazione regionale è un luogo prezioso di dialogo e discernimento, capace di aiutare la diocesi a maturare una visione unitaria della carità e della corresponsabilità.

Una visione che non si limita a rispondere alle emergenze, ma costruisce comunità più consapevoli e solidali, dove la Chiesa locale diventa protagonista di una trasformazione sociale inclusiva.
Nel suo intervento, don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, ha ribadito che la progettazione non può essere ridotta a un passaggio tecnico o burocratico, “è piuttosto – ha detto – un percorso ecclesiale che nasce dall’incontro con i poveri, dalla lettura attenta dei loro bisogni e dalla valorizzazione delle risorse presenti nelle comunità. Una progettazione efficace è quindi anche un cammino educativo: insegna alle comunità a conoscere la realtà in cui vivono, a discernere le priorità e a collaborare in modo responsabile”.
Questa impostazione trova già applicazione nella nostra diocesi. Negli ultimi anni la Caritas diocesana ha consolidato progetti capaci di incidere realmente sul territorio: l’ Armadio Solidale, inaugurato a Massa nel giugno 2024 e animato da volontari impegnati a promuovere un’economia del riuso e del mutuo aiuto, fino alla rete dei Centri della carità vicariali, punti di riferimento per accompagnamento e orientamento di persone e famiglie in difficoltà.
Nel 2025 c’è stata un’attenzione crescente agli ambiti della promozione sociale e della giustizia. Progetti che vedono la partecipazione attiva di volontari, istituzioni locali e realtà associative, evidenziando come la progettazione socio-pastorale, quando radicata nell’ascolto e condivisa, produca frutti concreti e duraturi.

Su questo cammino si inserisce la riflessione del direttore della Caritas diocesana, don Maurizio Manganelli. “Per noi parlare di progettazione significa toccare un punto nodale perché la nostra azione sia davvero incisiva – spiega -. Dallo scorso anno abbiamo avviato tre progetti principali: la creazione di un polo caritativo nel vicariato di Massa con al centro il rilancio della mensa Cervara, il carcere minorile di Pontremoli e l’acquisto di beni materiali. Sono esperienze che richiedono competenze specifiche e il coinvolgimento attivo delle comunità, perché ogni azione abbia una ricaduta positiva sull’intero tessuto ecclesiale e sociale”.
“La progettazione – conclude – ci permette di trasformare l’impegno caritativo in processi condivisi e sostenibili. Non si tratta solo di distribuire aiuti, ma di educare la comunità a prendersi cura delle persone, a collaborare tra parrocchie, associazioni e istituzioni e a sviluppare percorsi di corresponsabilità. In questo senso, ogni progetto diventa occasione di crescita per tutti, dal singolo volontario fino alla comunità diocesana intera”.
Elisabetta Guenzi



