A Pontremoli 50 anni di Cammino Neocatecumenale

Era nata domenica 22 febbraio 1976 la prima Comunità di San Colombano e Santa Cristina sotto la cura pastorale di don Giuseppe Rizzi

La celebrazione di domenica 22 febbraio nel Duomo di Pontremoli

In occasione dei 50 anni del cammino neocatecumenale a Pontremoli, domenica 22 febbraio 2026 nella chiesa del Duomo, alle ore 18, si è celebrata una Eucarestia di ringraziamento presieduta dal nostro vescovo, Fra Mario.
Erano presenti una ventina di sacerdoti, tra i quali il vescovo emerito di Volterra mons. Alberto Silvani, il vicario generale don Marino Navalesi, don Maurizio Iandolo vicario per la pastorale, don Graziano Galeotti parroco moderatore della Unità Pastorale “Città di Pontremoli”. Hanno partecipato anche don Lucio Filippi, in missione in Francia a Lione e don Severino Pizzanelli, che dopo anni di missione in Russia e Polonia, è ora rettore del seminario Redemptoris Mater a Tallin, Estonia.
Prima di iniziare la celebrazione Davide Striano, catechista responsabile della Liguria, Pisa e Pontremoli insieme alla moglie Giovanna, a don Santiago e al seminarista Nicholas, ha brevemente presentato le cinque comunità al Vescovo e all’assemblea, partendo dall’ultima comunità nata dopo le recenti catechesi tenute nelle case.
Fra Mario nell’omelia, si è soffermato sulla caduta di Adamo ed Eva dovuta alle insinuazioni del serpente, prima lettura tratta dal libro della Genesi, collegandola alle tentazioni di Gesù nel deserto descritte nel Vangelo. Il combattimento di Gesù è lo stesso che ogni cristiano è chiamato a sostenere; il motivo è molto importante: imparare a conoscere il proprio cuore, a vedere che cosa si nasconde dentro di noi.

Il Vescovo Fra’ Mario durante l’omelia

Il Vescovo si è poi rivolto più direttamente ai componenti del cammino, precisando che un dono così bello e importante come questi cinquata anni di cammino, dono gratuito e opera di Dio, è in realtà un dono che ha un prezzo: ridare gratuitamente quello che gratuitamente si è ricevuto, testimoniando nel mondo, in particolare ai lontani, l’amore di Dio per ogni uomo.
La testimonianza, l’annuncio, diventano così quasi un dovere per chi ha ricevuto tanto dal Signore, consapevoli di quanto diceva San Francesco: l’uomo è capace solo di vizi e di peccati, quello che c’è di buono viene da Dio. Ha concluso affidando ai fratelli del Cammino il compito di portare l’annuncio della Buona Notizia, anche alle frazioni dell’Unita’ Pastorale.
Oltre ai numerosi presenti, c’è da ricordare Suor Liliana, vicina con il cuore perché da poco ripartita per la sua missione in Centrafrica, don Giuseppe che dal cielo ha fatto festa insieme ai fratelli e le sorelle ritornati alla casa del Padre e con Carlo e Mariangela, per anni catechisti della prima comunità.
Prima della benedizione finale un Te Deum cantato col cuore da tutti i presenti, in commossa comunione con la Chiesa celeste, un ringraziamento a Dio, vincitore della morte, che in tutti questi anni è stato più forte di tutte la fragilità, di tutte le debolezze, di tutti i peccati, perché è proprio vero che chiunque spera in lui non sarà confuso in eterno.
“Ecco l’opera del Signore, una meraviglia ai nostri occhi!” Dopo tutto questo tempo e soprattutto dopo tanta grazia vissuta, non resta davvero altro che ringraziare il Signore per la sua fedeltà ed il suo amore! Dopo la celebrazione tutti i presenti sono stati invitati ad un momento di agape fraterna nei locali del vescovado.

Un itinerario di formazione cattolica

Il Cammino Neocatecumenale è stato sinteticamente definito da San Giovanni Paolo II come “un itinerario di formazione cattolica valido per la società e per i tempi odierni”. Esso è strutturato come un catecumenato post-battesimale che consente di riscoprire la ricchezza del Battesimo ricevuto.
l Cammino nasce nel 1964, per ispirazione della Madonna: “Bisogna fare comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano in umiltà semplicità e lode: l’altro è Cristo”, ad opera di Kiko Argüello e Carmen Hernández, ai quali successivamente si unisce don Mario Pezzi. Sorto tra i poveri e gli zingari delle baracche di Palomeras Altas, a Madrid, giunge in seguito a Roma e qualche anno dopo, nel 1976, anche a Pontremoli.
Era stato conosciuto e apprezzato a Roma da don Mario Amadi, allora giovane sacerdote, il quale, dopo averlo percorso per alcuni anni, rientrato in diocesi al termine dei suoi studi, lo propose agli altri confratelli.
Due di essi, don Giuseppe Rizzi, parroco di San Colombano, e don Severino Pizzanelli, parroco di Santa Cristina, decisero di avviarlo nelle rispettive parrocchie con la benedizione del vescovo mons. Giuseppe Fenocchio.
Le prime catechesi furono affidate all’équipe itinerante della Liguria. Alla convivenza finale, svoltasi al convento Santa Croce di Bocca di Magra, parteciparono circa settanta persone: nacque così, domenica 22 febbraio 1976, la prima Comunità di San Colombano e Santa Cristina a Pontremoli, sotto la cura pastorale di don Giuseppe Rizzi.
Già l’anno successivo prese vita una seconda comunità; nel tempo se ne aggiunsero altre, fino a giungere alla situazione attuale, che vede la presenza di cinque comunità, sotto la cura pastorale di don Giovanni Perini.