Il pianto silenzioso dei bambini
Bambini palestinesi nella Striscia di Gaza

Si parla tanto di diritti dell’Infanzia eppure basta guardarsi attorno per rendersi conto che i bambini, protetti e privilegiati, nelle varie aree del mondo non sono poi così tanti. Per questo i Vescovi italiani, per la 48.ma “Giornata Nazionale per la vita”, hanno scelto il tema “Prima i bambini” onde lasciarci interpellare dall’amore e dalla tenerezza vissute da Gesù nei loro confronti.
Tanto da essere nominati nel Vangelo. Una celebre frase, attribuita a Dante, recita “Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini” evidenziando l’innocenza, la meraviglia, il dono dei piccoli in cui il Creatore ha posto la Sua firma, volendoci a Sua immagine e somiglianza.
I bambini si lasciano amare con semplicità, si fidano dei grandi, tendono loro le manine. Sono ingenui, puliti nell’anima, teneri e grandi nella loro dignità per cui “Guai” a deluderli. Eppure la loro esistenza, spesso, è asservita agli interessi degli adulti.
Vittime delle guerre, mutilati, orfani, rapiti per traffici terribili, sfruttati dalle multinazionali per lucrare. Rifiutati, o uccisi nel seno materno, perché “imperfetti” ; violati e violentati.
Dei bambini del “Terzo Mondo” pochi si preoccupano: la malnutrizione affligge milioni di minori sotto i cinque anni, legata all’aumento di conflitti, sfollamenti, eventi climatici , rincari alimentari… Nessun bambino dovrebbe morire di fame: una enorme sconfitta mondiale.

Foto (Siciliani – Gennari/SIR)

Non migliore la sorte dei molti bambini che vivono ai margini delle metropoli occidentali; molti non hanno identità, né famiglia, si confondono tra la folla e nessuno bada al loro pianto. Anche nel nostro Paese sei milioni di persone vivono in povertà senza che i bambini abbiano una alimentazione adeguata.
Se non si muore per inedia aumenta, comunque, la malnutrizione infantile per mancanza di mezzi economici e di corretta educazione alimentare che creano obesità, scorretti stili di vita e malattie varie creando, nel contempo, aumento di costi socio-sanitari. Altre volte i bambini sono vittime di una società preoccupata di fornire loro beni materiali, ma sorda alle reali loro, intime esigenze.
Nessuno ha più pazienza di aspettare che un bimbo cresca rispettando i tempi naturali di ogni età. La fretta incombe rubando sguardi, sorrisi, abbracci. Certo i bambini fanno rumore, “disturbano”, chiedono sacrosante attenzioni, si aspettano il nostro tempo… lungi dal diventare iperprotettivi, soffocanti o indifferenti.
Estremi che generano vuoti, ribellione e violenza . L’accoglienza dei bambini è paradigma dell’accoglienza dell’altro. L’egoismo è sempre una sconfitta. L’amore sempre una vittoria. La civiltà che ha paura di generare diventa meno umana perdendo il senso di quella identità dell’essere figli che tutti ci accomuna.
Abbiamo bisogno dei bambini, come il cielo delle stelle, sostenendo il loro diritto alla vita. Accolta, protetta, amata.

Ivana Fornesi