L’ossessione per la Chiesa cattolica e un nemico da abbattere: Papa Francesco
Epstein nel 2013 (Foto da Wikipedia)

Gli Epstein files portano alla luce anche l’estremo interesse che Jeffrey Epstein e Steve Bannon avevano verso la Chiesa cattolica. “Butteremo giù Francesco” è quanto scrive lo stratega di Trump e ideologo della destra mondiale al finanziere nel giugno 2019, poche settimane prima dell’arresto di Epstein.
Bannon faceva riferimento al libro “In the closet of the Vatican”, pubblicato nel febbraio precedente da Frédéric Martel sull’omosessualità e sull’ipocrisia degli alti ranghi vaticani.

(Foto Calvarese/SIR)

Gli attacchi contro Francesco erano partiti nell’estate del 2018, con la campagna dell’ex nunzio apostolico negli Usa, Carlo Maria Viganò, in relazione allo scandalo del cardinale Theodore McCarrik, che venne ridotto allo stato laicale dal Papa il 16 febbraio 2019. Viganò fu a lungo intervistato da Bannon nei giorni del tentato colpo di Stato del 6 gennaio 2021, quando l’ex prelato benediceva gli assalitori di Capitol Hill come “figli della luce”.
Nelle mail tra Epstein e Bannon emerge l’ossessione di Epstein per la Chiesa cattolica. Una amica di Epstein lo mise al corrente di aver fatto un’adorazione eucaristica in modo da “purificare la Chiesa“ (secondo lei inquinata da papa Francesco), sorvolando evidentemente sulla purezza del suo interlocutore.
Dalla documentazione pubblicata sembrerebbe emergere che Jeffrey Epstein era molto interessato alla politica estera della Santa Sede sulla immigrazione e contro l’espansione dei populismi nazionalisti, che invece vedevano in Bannon uno dei registi politici in Europa.
La denuncia di manovre occulte contro Papa Francesco, ben prima della pubblicazione dei documenti da parte del Dipartimento di Giustizia di Washington, era già stata fatta anni fa dal giornalista di inchiesta di Avvenire Nello Scavo e dall’allora direttore de La Civiltà Cattolica e stretto collaboratore di Papa Bergoglio, Padre Antonio Spadaro.