Spunta il primo tratto del nuovo impalcato sul viadotto “Gravagna”

Ma slitta alla fine del 2026 la riapertura della carreggiata nord della A15

Un'immagine del viadotto di Gravagna
Un’immagine del viadotto di Gravagna

Inizia a crescere il profilo del nuovo viadotto “Gravagna” sull’Autocamionale della Cisa poche centinaia di metri a valle della galleria di Valico, collocato a poca distanza dall’omonima frazione montana.

Completamente demolita la carreggiata in direzione nord, sono ora in corso i lavori per la sua ricostruzione: le pile che si alzano fino a circa 90 metri sul territorio sono rimaste al loro posto, ma alla loro sommità sono stati costruiti i nuovi pulvini che dovranno ancorare i conci metallici per sostenere il nuovo impalcato. E sono proprio questi che spuntano ormai alla sommità della campata più settentrionale dove si nota come il nuovo impalcato abbia quasi coperto l’intera luce della campata stessa: una volta ultimata la delicata operazione si procederà al getto delle solette, alla posa e alla precompressione dei cavi premessa alla stesura del fondo stradale.

Un'immagine del viadotto di Gravagna
Un’immagine del viadotto di Gravagna

Un intervento che, una volta ultimato, sarà replicato anche per le altre due campate così da permettere la ricostruzione della carreggiata vera e propria e la successiva riapertura della corsia nord, prevista inizialmente nell’anno in corso ma che ora si prevede possa avvenire non prima della fine del prossimo anno.

Un ritardo importante, che viene imputato alle difficoltà pratiche incontrate in un cantiere che prevede lavorazioni molto complesse con la necessità di elevati standard di sicurezza per garantire l’incolumità delle decine di operai impegnati.

A fine 2026, dunque, il traffico nei due sensi di marcia dovrebbe essere dirottato sulla nuova carreggiata; nelle settimane successive toccherà poi alla carreggiata sud che seguirà le sorti della “gemella”: prima l’abbattimento con microcariche esplosive degli archi metallici di sostegno, poi la demolizione del vecchio impalcato e delle travi e la successiva ricostruzione.

Paolo Bissoli

Slittano a primavera i lavori per il nuovo ponte di Torrano?

Immagine panoramica di Torrano
Immagine panoramica di Torrano

Potrebbe slittare a primavera l’inizio dei lavori per la costruzione del nuovo ponte sulla strada comunale per Torrano: se ne è discusso nei giorni scorsi nella popolosa frazione pontremolese nel corso di un incontro fra numerosi residenti e il Comune di Pontremoli, presente il sindaco e i tecnici comunali.

Il problema è, ancora una volta, quello della viabilità alternativa visto che l’apertura del cantiere richiederà la chiusura della strada e l’utilizzo del percorso che sale da Cavezzana Gordana; il vecchio itinerario, da molti anni quasi abbandonato, è stato risistemato dal Comune nelle scorse settimane con interventi di miglioramento del fondo e di regimazione delle acque, ma pone numerosi problemi già segnalati all’Amministrazione Comunale dai residenti.

Il cantiere per la demolizione del manifatto attuale sul torrente Mezzemola e la costruzione di quello nuovo, opere finanziate nel maggio 2023 con circa un milione di euro dal Ministero dell’Interno, avrebbe dovuto essere aperto a fine settembre. Tuttavia i ritardi nella realizzazione di un muro di contenimento lungo la strada interna fra Chiesa e Valle hanno fatto slittare più volte l’inizio dei lavori per il ponte – appaltati all’impresa siciliana “La Porta Industries” di Aragona (AG) -visto che dovevano essere impiegate betoniere troppo grandi e pesanti per poter transitare lungo la viabilità alternativa.

A questo punto, visti i disagi prevedibili nella stagione invernale in corso, da Torrano è arrivata la richiesta di rinviare tutto a primavera; durante l’incontro il sindaco Ferri non ha escluso che il Comune possa accogliere la proposta, ma tutto è condizionato dai tempi di rendicontazione del finanziamento che sono previsti proprio per la primavera. Per questo sono stati avviati i contatti con il Ministero per verificare la possibilità di ottenere una proroga di alcuni mesi per la realizzazione di un’opera indispensabile per il collegamento in sicurezza della frazione con il resto del territorio.

(p. biss.)