Nuovo orario ferroviario: permangono le criticità degli anni scorsi

Collegamenti con Parma, con la costa tirrenica e con la Garfagnana: Trenitalia non risolve nessuna delle problematiche

C’è delusione tra chi si attendeva sostanziali modifiche alla circolazione dei treni, con l’entrata in vigore del nuovo orario ferroviario, domenica scorsa. Di fatto il quadro delle corse è rimasto invariato, con tutte le criticità che già l’anno scorso sono state segnalate.

A partire dalle corse per studenti: la logica del “memorario” (treni che partono dalle stazioni allo stesso minuto di ogni ora) ha ancora avuto la meglio sull’utilità del servizio. Ne sanno qualcosa gli studenti della Val di Taro, costretti ad arrivare a Pontremoli alle 7.08 prendendo l’unico treno che gli consente di essere puntuali alla prima campanella, solitamente programmata alle ore 8. Rimangono inoltre le tre ore senza collegamenti da e per Parma nelle ore centrali della mattinata.

Contestualmente i tempi di percorrenza rimangono lenti: nella tratta Pontremoli-Parma i regionali più rapidi impiegano tra un’ora e 18 minuti e un’ora e 26 minuti, gli stessi tempi di 30 anni fa, nonostante da allora la linea sia stata modernizzata, un ampio tratto tra Ghiare di Berceto e Osteriazza sia stato raddoppiato e siano state soppresse ben 5 stazioni.

Analoghi problemi si riscontrano tra Pontremoli e Spezia: confermati gli “storici” tempi (tra 45 e 48 minuti) su una tratta in cui da 20 anni è stato raddoppiato il tratto Chiesaccia-Santo Stefano e sulla quale sono state soppresse le stazioni di Scorcetoli, Terrarossa, Caprigliola e Ca’ di Boschetti.

Percorrenze lente, assenza di treni diretti per la Toscana e mancate coincidenza con la Aulla-Lucca accompagneranno i pendolari anche per il prossimo anno
Treno in partenza dalla stazione di Aulla verso Lucca
Treno in partenza dalla stazione di Aulla verso Lucca

A rallentare le corse contribuisce l’incrementato traffico merci che obbliga i convogli più corti (quelli passeggeri), a molte soste per lo scambio, ed è anche per questo che tanti pendolari reclamano un coordinamento dell’orario con il traffico merci più che con i minuti del memorario. Ma la delusione, mescolata anche a non poca rabbia, serpeggia anche tra i pendolari diretti verso la costa tirrenica, per i quali il tanto auspicato ritorno ai treni diretti per Pisa e Firenze, come avveniva fino a 2 anni fa, continua a non realizzarsi.

Un solo treno al mattino (in partenza alle 6.00 da Pontremoli), contro i due dello scorso anno e due soli treni al pomeriggio (in arrivo a Pontremoli alle 19.34 e alle 21.34) non prevedono il cambio a Vezzano Ligure o a Migliarina, con aumento dei tempi di percorrenza e rischio di perdita della coincidenza per quanti si recano a Carrara, Massa, Pisa o Firenze. A conti fatti, il capoluogo di Regione, raggiungibile dall’estremo nord della Toscana in 2 ore e 40 con un treno diretto, attualmente dista anche 3 ore e 20 minuti.

Continua infine a non essere coordinato l’orario della Pontremolese con quello della linea della Garfagnana. Un bacino non trascurabile di utenti (che potrebbe aumentare con servizi migliori) delle valli del Lucido e dell’Aulella e di Piazza al Serchio, una volta arrivato ad Aulla, solo in un paio di casi trova una coincidenza per Spezia o per Pontremoli in tempi inferiori ai 15 minuti; le attese, identiche nei tragitti in direzione opposta, possono arrivare anche a 45 minuti, rendendo il mezzo proprio, nonostante una viabilità non certo agevole, più veloce del treno. Equi Terme e Aulla, per fare un esempio, distano in treno solo 25 minuti, un minutaggio impossibile da eguagliare in auto. (d.t.)