Si è tenuta la commemorazione del tragico evento del 23 novembre 1944
Il 23 novembre a Regnano si è tenuta la commemorazione dell’eccidio avvenuto nell’autunno 1944. Era infatti il 23 novembre quando nazisti e fascisti – con la 148. Divisione di fanteria tedesca e la 33. Brigata nera “Apuana” italiana, assassinarono congiuntamente 14 persone innocenti.

Alla celebrazione erano presenti il Gonfalone della Regione Toscana, della Provincia di Massa Carrara, del Comune di Casola in Lunigiana, di associazioni partigiane e combattentistiche, Autorità civili e militari. La messa è stata celebrata da don Massimo Redaelli e animata dalla Scola Cantorum Beato Angelo Paoli. Ha portato il saluto il Sindaco di Casola Mattia Leonardi, visibilmente commosso davanti ai partecipanti, che hanno gremito la chiesa, il Presidente della Provincia e Consigliere regionale Gianni Lorenzetti, la presidente dell’Unione di Comuni e sindaca di Filattiera, Annalisa Folloni, Pierluigi Giannetti sindaco di Fivizzano, in rappresentanza del comune della Spezia Giulio Guerri delegato alla memoria e per il comune di Minucciano il vice sindaco Lorenzo Borghesi.

Particolare significato culturale ha assunto la consegna delle borse di studio per meriti scolastici “Per non dimenticare” a Domenico Morbelli e ad Alessandro Gabelloni, accompagnata dalla memoria alla testimone dei tragici fatti Elsa Rosa Malaspina da parte della nipote Elena.
Lorenzetti nella sua orazione ha ricordato il valore della lotta partigiana, nata dopo l’otto settembre, che ha portato nelle scelte quotidiane di donne uomini con grandi sacrifici alla graduale liberazione di Roma, delle province limitrofe e ad aprile del 1945 della provincia di Massa Carrara e del nord Italia.

Riprendendo le parole di Piero Calamandrei valgono sempre i moniti: “cooperazione tra i popoli, non competizione. Fare politica significa occuparsi dell’altro. Se voi volete andare in pellegrinaggio nei luoghi dove è nata la Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati”.
In corteo si è raggiunto il monumento posto nelle vicinanze del cimitero, dove sono sepolti i martiri di Regnano. Su queste figure, in una commemorazione del 2004, Don Paolo Tomaselli allora parroco di Regnano ebbe a pronunciare parole ancor oggi di massima attualità: “I martiri di Castello sono come il faro di luce, che non si spegnerà e illuminerà sempre il passo, spesso vacillante e incerto del nostro faticoso cammino per le vie di questo nostro mondo disorientato e corrotto”.
Corrado Leoni



