A Bola di Tresana una chiesa intitolata a San Brizio

Una delle poche in Italia

La facciata della chiesa parrocchiale di San Brizio a Bola di Tresana (foto Amerigo Martelli)

Non sembrano essere più di una quindicina, in Italia, le chiese parrocchiali intitolate a San Brizio e una di queste è proprio in Lunigiana. Nel paese di Bola, territorio comunale di Tresana, poco a valle di Giovagallo, la facciata dell’edificio sacro è rivolta ad est e si apre su un ampio sagrato e sul verde del territorio circostante.
La piccola parrocchia, oltre a Bola, comprende anche le comunità di Groppo e di Fontandedo: in quest’ultima, un tempo, vi erano anche due oratori da tempo tuttavia non più esistenti.
Bola è paese sorto lungo uno dei percorsi storici che da tempi remoti mettono in comunicazione le valli della Magra e del Vara, vie qui molto frequentate per i valichi particolarmente agevoli che permettevano di attraversare questo contrafforte dell’Appennino che dal Monte Gottero scende fin quasi al mare dividendo il corso dei due fiumi.
La chiesa di Bola, ricostruita fra il Sei e il Settecento, è l’erede di quella cappella qui già esistente nel Medioevo e la cui dipendenza dalla giurisdizione della Pieve di Castevoli (è infatti citata nelle Decime del 1296/97) è durata fino al 1615, anno della sua erezione in parrocchia.

La statua di San Brizio nella chiesa parrocchiale di Bola a Tresana

Un periodo nel quale si progettarono e forse avviarono i lavori della ricostruzione, probabilmente decisa proprio a seguito della nuova importanza assegnatale. Non è noto il motivo della intitolazione al santo francese, né ci aiutano le antiche denominazioni medievali della primitiva cappella: “de Bella” e “De Buco”. In alcune aree del nord d’Italia il culto sarebbe legato al passaggio di Carlo Magno.
In ogni caso è un santo la cui persistente venerazione a Bola è testimoniata anche dalla moderna statua in gesso (unica immagine del santo fino ad ora censita sia nel territorio della diocesi di Massa Carrara – Pontremoli che in quelli delle diocesi limitrofe) collocata in una delle tre nicchie che si aprono sulla parete di fondo del presbiterio (nelle altre trovano posto le immagini della Madonna del Rosario in quella centrale e di S. Lucia nell’altra laterale) al di sopra di un pregevole coro ligneo.

(p. biss.)