Riparte il mercato del mattone anche in Lunigiana

L’allentamento della morsa della crisi spinge all’acquisto di case

Mercato mattoneFinalmente, la notizia che molti aspettavano! Riparte il mercato del mattone a vantaggio dell’occupazione nel vasto indotto del settore edilizio, che per anni è stato fiorente in quanto la casa rimane il bene immobile a cui gli italiani tengono maggiormente. L’acquisto della prima casa, grazie ai bassi tassi di interesse praticati dalle banche, ha ridato ossigeno alla costruzione di case, che ha sofferto per la crisi economica tangibile in ogni settore ed anche per la paura della gente di rimanere senza risparmi di fronte alle esigenze quotidiane, a partire dalle cure mediche e specialistiche, che pesano tantissimo sui bilanci delle famiglie. Gli esperti del mercato immobiliare affermano che gli acquirenti sono aumentati. Si compra principalmente con i mutui che finanziano circa l’80% degli acquisti. Il rialzo è concentrato nelle regioni meridionali ed in quelle centrali. Novità pure sui canoni degli affitti in ribasso ed occhi puntati sulle seconde case nelle località marine: il mare permane la meta preferita per le vacanze e i weekend. Per quanto concerne la tipologia delle città, Milano è in testa nella classifica delle compere a conferma che le metropoli, con i loro lati negativi come traffico, smog e caos, ma con altrettante opportunità di vario genere, restano luoghi gettonati per gli investimenti. Alcuni agenti immobiliari della nostra zona, da noi intervistati, hanno riferito che anche in Lunigiana si sono mosse le richieste per la prima casa nelle nuove costruzioni, mentre in ogni Comune permangono molte le seconde case in vendita. Lo spopolamento delle frazioni, avvenuto in massa attorno agli anni Sessanta, ha costretto tanti nuclei familiari a trasferirsi altrove, specialmente al Nord, per motivi di lavoro. Rapidamente i paesi si sono svuotati, in primis, quelli arroccati nelle zone più disagiate. Esistono, infatti, borghi di suggestiva bellezza, incorniciati dal verde e dalle fresche acque dei ruscelli, completamente vuoti. Custodi silenti di memorie racchiuse nelle case di sasso, addossate le une alle altre, quasi a confortarsi. Per loro fortuna e non senza sacrifici, per la maggior parte dei nostri emigranti, le modalità di vita sono cambiate notevolmente in meglio. Hanno comprato casa nelle città, lasciando nel paesello d’origine gli anziani che provvedevano ai restauri delle vetuste abitazioni, a cui facevano ritorno, nel periodo estivo, figli e nipoti. Scomparse le prime generazioni di emigrati, sono calati anche i rientri e sono aumentate di numero le seconde case vuote. “Abbiamo lotti abitativi di diverso livello – ci dicono gli agenti immobiliari – ma i costi del mantenimento sono elevati sia per le tasse che per i lavori di restauro. Sono diminuite le richieste di acquisto da parte di tedeschi ed inglesi che, in un passato recente, avevano fatto man bassa di stalle e fienili, poi perfettamente ristrutturati e alcuni trasformati in agriturismo accoglienti”. Un gruppo di giovani bagnonesi ci tengono a dire di sentirsi molto vicini alle radici da cui provengono: “Passiamo il tempo libero nei minuscoli agglomerati dove ci sono le dimore lasciate dai nonni. Luoghi ameni e densi di ricordi. Per ora sono i nostri genitori a far fronte alle numerose spese richieste dagli immobili soggetti all’incuria del tempo. Per noi sarebbe impossibile poiché facciamo fatica a mantenere la prima casa”. Per cui il domani sarà ancora più ridondante di case “senza volti” che allungheranno le liste delle vendite. Ci auguriamo che il mattone decolli nel modo giusto per tornare ad essere protagonista di costruzioni e vendite, fonte di lavoro, sinonimo di serenità e di dignità. Ivana Fornesi