Entro il 2026 pronto il Museo di San Casciano dei Bagni

Con la conferenza del dott. Gabriele Nannetti, soprintendente di Siena, Grosseto ed Arezzo, si sono concluse ad Aulla le “Notti dell’Archeologia”

Riccardo Boggi (a sinistra) con Gabriele Nannetti al termine della conferenza conclusiva delle “Notti dell’Archeologia” 2025

Adesso sono finite davvero: con la conferenza del dott. Gabriele Nannetti di giovedì 31 luglio le “Notti dell’Archeologia” per quest’anno vanno in archivio. Anche nell’ultimo appuntamento la platea era da “tutto esaurito” per ascoltare dalla voce di uno dei protagonisti dei ritrovamenti di San Casciano dei Bagni, il piccolo comune nel sud della provincia di Siena teatro di una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi decenni.
Una voce quanto mai qualificata quella dell’arch. Nannetti, soprintendente per le province di Siena, Grosseto ed Arezzo, ogni giorno a contatto con il paziente lavoro di scavo al Bagno Grande di San Casciano, e “amico” di Aulla visto che per anni ha seguito attivamente gli scavi e i lavori in San Caprasio. Un “santuario” ritrovato quello di San Casciano, “dimenticato” per due millenni, complice la realizzazione, nella seconda metà del Cinquecento, delle nuove vasche termali volute dal granduca di Toscana.
Eppure questa “scoperta” non è frutto del caso o della fortuna, bensì dello studio e della stretta collaborazione tra Enti e Istituzioni.

Gli scavi nell’area dell’antico santuario a San Casciano dei Bagni (SI)

I primi ritrovamenti – ha spiegato Nannetti – risalgono al 2003, grazie ad una campagna archeologica finanziata dal Comune con un piccolo contributo. Grazie a quei primi 5.000 euro ha cominciato ad essere alzato il velo che aveva nascosto questo luogo straordinario, anche se gli scavi veri e propri sono iniziati nel 2019 e proseguono ogni anno con una campagna di ricerca che si svolge da giugno ad ottobre.
Nel 2021 ecco i primi elementi architettonici del santuario e nel 2022 i reperti in bronzo che hanno destato l’interesse scientifico e del grande pubblico di tutto il mondo. L’antico Bagno Grande si trova a pochi metri dalle nuove vasche medicee che in parte ne hanno occupato lo spazio; una sorgente d’acqua calda (42 gradi la temperatura) è alla base della frequentazione del luogo, ma è stata anche molto utile per la conservazione dei reperti che continuano a venire alla luce via via che lo scavo procede.
Dalla prima statuetta di bronzo raffigurante un putto, i ritrovamenti infatti si susseguono, arricchendo una collezione che già da tempo gira il mondo in mostre richieste un po’ da ogni parte: la prima (“Gli Dei ritornano”) è stata nel 2023 al Quirinale, l’anno seguente a Napoli e ora a Berlino.
C’è anche uno straordinario patrimonio di oltre diecimila monete, molte delle quali di fresco conio, cioè mai circolate perché destinate ad essere utilizzate come offerta.
La domanda di tutti è: quando sarà pronto il Museo a San Casciano nel quale si potranno ammirare i reperti e conoscere meglio la storia e il significato di questo straordinario luogo?
La previsione è per la fine del 2026: il progetto complessivo di valorizzazione si compone infatti di tre fasi e la prima prevede proprio l’esposizione nel cinquecentesco Palazzo dell’Arcipretura acquistato allo scopo.
La seconda fase riguarderà la predisposizione degli uffici, la terza l’apertura del Parco Archeologico Termale nel quale il visitatore potrà vivere – come i Romani e ancora prima gli Etruschi – l’esperienza delle terme con le decine di fonti di acqua calda esistenti in un paesaggio davvero unico e affascinante.

Paolo Bissoli