Nella millenaria Pieve di Codiponte nel territorio di Casola in Lunigiana. Chiamati a testimoni di una carità vissuta in semplicità e umiltà e a vivere con rinnovato entusiasmo la propria vocazione
Nel suggestivo scenario della Pieve dei Santi Cornelio e Cipriano, a Codiponte di Casola in Lunigiana, si è svolto un significativo incontro tra il nostro Vescovo, Fra Mario, una ventina di diaconi permanenti della diocesi e il loro moderatore don Leonardo.
L’evento, ricco di aggiornamenti, di prospettive e dialogo fraterno, ha rappresentato un’importante occasione di comunione e riflessione sul ministero diaconale vissuto nel quotidiano al servizio della Chiesa e delle nostre comunità locali.
Il clima che ha accompagnato l’intera giornata è stato segnato da una profonda fraternità e da un senso di condivisione sincera.
I diaconi, provenienti dalle due zone del territorio diocesano, si sono ritrovati per rinnovare insieme la propria vocazione, confrontarsi sulle sfide pastorali attuali e rafforzare il senso di appartenenza alla Chiesa diocesana. Convenuti alla Pieve siamo stati accolti dal Vicario della zona di Fivizzano e parroco don Massimo e dal sindaco del comune di Casola Mattia Leonardi.
Quindi poco dopo, insieme, abbiamo accolto con tanto piacere il nostro pastore e guida Fra Mario. L’edificio sacro che ci ha ospitati è considerato uno dei più affascinanti e artisticamente ricchi del territorio dell’antica Diocesi di Luni.
Vale la pena un cenno sull’origine che risale probabilmente all’VIII secolo, con la prima notizia diretta che testimonia la sua esistenza risalente al 1148 nella bolla pontificia di Papa Eugenio III. L’edificio attuale è databile al XII secolo e ha subito ristrutturazioni nel XIV secolo a causa di una frana. La chiesa presenta una facciata a salienti con bifora e un’apertura a croce, mentre l’interno è a tre navate con colonne in pietra e archi a tutto sesto.

L’incontro con Fra Mario è durato oltre un’ora. Nel suo intervento, il Vescovo ha sottolineato l’importanza del diaconato permanente come segno visibile di una Chiesa serva e missionaria. Ha ricordato come il diacono sia chiamato a testimone di una carità vissuta in semplicità e umiltà.
Parole che hanno toccato il cuore dei presenti, invitandoli a vivere con rinnovato entusiasmo la propria vocazione, nel contesto di una società che ha sempre più bisogno di segni credibili del Vangelo.
Durante l’incontro, è stato dato spazio anche al dialogo e al confronto. I diaconi hanno potuto condividere esperienze, difficoltà e speranze, trovando nell’ascolto reciproco e nella presenza del Vescovo un prezioso sostegno. Sono emerse riflessioni sull’equilibrio tra vita familiare, lavoro e servizio ecclesiale, nonché sul bisogno di formazione permanente e accompagnamento spirituale.
La giornata è proseguita con la celebrazione della Santa Messa presieduta dal Vescovo nella suggestiva cornice della pieve romanica, gioiello di fede e arte incastonato tra le colline della Lunigiana.
Durante l’omelia, il Vescovo ha ribadito il valore del servizio diaconale come segno di una Chiesa che si fa prossima, che si china sulle ferite dell’umanità con tenerezza e misericordia. La liturgia, semplice e intensa, è stata vissuta con grande partecipazione e raccoglimento, suggellando un incontro che ha nutrito lo spirito e rafforzato il legame tra i diaconi e il loro pastore.
Nella preghiera dei fedeli il nostro rappresentante Riccardo ha pregato anche per otto diaconi che hanno varcato la soglia della vita terrena per un’altra vita, questa eterna. L’incontro a Codiponte ha rappresentato non solo un momento formativo, ma soprattutto un’occasione di comunione, ascolto e fraternità.
Un cammino condiviso che rinnova il senso del “servire” nella Chiesa, nella consapevolezza che ogni gesto diaconale, anche il più nascosto, è seme di Vangelo e annuncio della carità di Cristo per il mondo. Un’agape fraterna ha sugellato la bella e significativa giornata diaconale in un locale della zona.
Diacono Edamo



