A tre studiose il premio Pontremoli – Pier delle Vigne per gli studi medievistici

Il riconoscimento a Lucia Battaglia Ricci, Eliana Maria Vecchi e Anna Gabriella Chisena

La premiazione della dr.ssa Anna Gabriella Chisena

Venerdì scorso, 16 maggio, si è tenuto nel Teatro della Rosa a Pontremoli il Premio Pontremoli – Pier delle Vigne, organizzato dal Comune in collaborazione con il neonato Laboratorio Ipermediale Dantesco dell’Università di Pisa.
Il premio, volto a valorizzare la ricerca nell’ambito medievistico e, in particolar modo, dantesco, è nato da un’idea del sindaco, Jacopo Ferri, e dal direttore del LIDUP, Alberto Casadei.
Per la prima edizione la commissione, composta da tre membri nominati dal Comune (prof. Michelangelo Zaccarello, prof. Paolo Lapi, prof.ssa Lucia Baracchini) e da tre nominati dal Lidup (prof. Alberto Casadei, prof. Paolo Pontari, dr.ssa Leyla M.G. Livraghi), valutati vari curricula, ha individuato due studiose che si sono distinte per la grande e autorevole produzione scientifica e una giovane ricercatrice che, pur nelle difficoltà del momento, sta emergendo grazie al rigore dei suoi studi.
Il premio alla carriera è stato attribuito alla prof.ssa Lucia Battaglia Ricci, già docente ordinaria all’Università di Pisa, dove si è occupata dei rapporti tra letteratura e arte.
Alla prof.ssa Eliana Maria Vecchi, presidente della sezione lunense dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, è stata riconosciuta la vasta produzione scientifica per la valorizzazione delle fonti storiche, archeologiche e archivistiche della Lunigiana.
Infine, alla dr.ssa Anna Gabriella Chisena è stata riconosciuta la grande autorevolezza di studi scientifici che iniziano ad affacciarsi nel mondo accademico.
Il premio è stato preceduto dalla visita delle vincitrici e della commissione alla chiesa di San Giacomo, guidata dagli studenti del “Pacinotti-Belmesseri”, guidati dal prof. Paolo Lapi e dalla prof.ssa Raffaella Marioni. L’intenzione – ha spiegato Lapi – è stata quella di visitare una chiesa, spesso chiusa, che coniugasse le due principali anime di Pontremoli: quella medievale, data la sua nascita, e quella barocca.
Nel pomeriggio, al Teatro della Rosa, la premiazione, ha visto i saluti del sindaco Jacopo M. Ferri che ha sottolineato la necessaria sinergia tra l’istituzione locale e l’Università di Pisa, anche ricordando le collaborazioni passate.
L’intervento della prof.ssa Biancamaria Rizzardi, presidente del Sistema Bibliotecario dell’Ateneo pisano, delegata del rettore, ha sottolineato la funzione del Lidup, con i saluti del prof. Alberto Casadei. Don Pietro Pratolongo, preside del Liceo Classico Vescovile “Mons. Marco Mori”, i cui alunni sono intervenuti al termine della premiazione, ha parlato dell’apporto fondamentale di Dante anche oggi: in un mondo alla deriva, dove venti di guerra e di disperazione, Dante ci insegna a guardare con fiducia alla possibilità, dopo un lungo e non facile cammino, di “rivedere le stelle”.
Il primo “blocco” ha visto il dialogo tra la dr.ssa Chisena e la dr.ssa Livraghi, entrambe giovani ricercatrici, su un tema non sempre adeguatamente indagato, quale Dante e l’astronomia, su cui Chisena ha di recente pubblicato uno studio.
Il dibattito successivo ha visto alternarsi, oltre alla voce della premiata, prof.ssa Vecchi, quelle dei prof.ri Lapi, Pontari e Zaccarello, che hanno ricordato il grande apporto di Vecchi agli studi medievistici e lunigianesi (a lei si deve la scoperta della data di morte di Moroello Malaspina di Giovagallo).
Il prof. Zaccarello ha ricordato il convegno dantesco, organizzato nel 2006 a Pontremoli, e voluto dall’allora sindaco Enrico Ferri. Infine, la prof.ssa Lucia Battaglia Ricci ha mostrato, in una carrellata di immagini, le rappresentazioni della Divina Commedia nel corso del tempo.
In dialogo con la prof.ssa Battaglia Ricci il lavoro del Liceo Classico Vescovile, guidato dalla prof.ssa Alessia Curadini, che, partendo dall’affresco del rapimento di Achille di Palazzo Dosi, ha tracciato un interessante percorso tra opere d’arte di varie epoche e il “rapimento” nel poema dantesco.
Solo un primo passo per un premio neonato che si auspica che possa durare nel tempo, aprendosi sempre di più al territorio.

Riccardo Bassi