A Codiponte il “Giro delle sette chiese”: continua una tradizione centenaria

Nel giorno del Venerdì Santo, un percorso-pellegrinaggio tra i paesi del territorio di Casola Lunigiana

Il “Giro delle sette chiese” tramanda un evento religioso che unisce la Pieve di Codiponte alle comunità di Strada, Casciana, Ugliancaldo, Argigliano, Casola, Luscignano e Codiponte. La manifestazione affonda nei secoli, vissuta e tramandata anche a Codiponte, sede di una delle primitive chiese battesimali della Lunigiana.
Incontro Luigi che rincasa con il trattore e il discorso corre a raccontare ciò che la sua memoria ricorda delle tradizioni del borgo e in particolare del “Giro delle sette chiese”. Nella tradizione locale vi sono racconti che sanno di leggenda, ma che esprimono il cuore e lo spirito della manifestazione.
Nell’immediato secondo guerra era ancora molto sentita l’identità tra i vari borghi del comune di Casola, che portava a forme di gelosia religiosa e, nel dopoguerra, anche ad animati confronti politici.
Si racconta che sul finire degli anni Quaranta del XX secolo la processione era arrivata ad Argigliano; usciti dalla chiesa e diretti verso Casola, i devoti passavano sotto il ponte della ferrovia e venivano raggiunti da una gragnola di sassate. Seguirono nei giorni successivi vivaci polemiche, a cui un’ingiunzione dell’amministrazione portava alla sospensione della manifestazione fino a quando gli animi si fossero rasserenati.
La stessa, di fatto, entrò nel dimenticatoio finché negli anni Novanta un certo Giò Bianchi di Casciana si caricò una croce per riprendere la tradizione. Il coraggioso devoto si perse nel bosco e poco dopo ritornò in chiesa insanguinato, suscitando clamore e motivando molti abitanti di Codiponte a riprendere la devota manifestazione.
Tra di loro Andreino Tonelli: disgraziatamente di lì a poco morì schiacciato da un trattore, fatto che motivò ancor più la moglie Anita Pellini a continuare la tradizione affiancata dai figli in particolare Valentino.
Nelle pr0cessioni degli anni a seguire tra gli altri era immancabile la presenza di Santino Ballerini, Alessandro Nobili, Mario Pinelli, Luigi Pellini, Bramino Argenti e di Melissa Ballerini a portare con sé e ad offrire le mondine preparate a ottobre e gelosamente conservate da consumare nella sosta di Ugliancaldo con il vino, il pane, il formaggio, torte d’erbe, dolci e prodotti casalinghi portati dai partecipanti con ospitalità presso l’associazione “Am’Arcord”.
Nei primi anni Duemila l’iniziativa ha coinvolto anche devoti delle altre parrocchie in seguito alla promozione della locale Pro Loco e su iniziativa di Angelo Tongiani ha preso visibilità in tutta la provincia e anche fino allo spezzino.
Quest’anno, nel giorno del Venerdì Santo, il 18 aprile, i partecipanti hanno dovuto affrontare la pioggia, ma tutto si è svolto regolarmente. La presenza dei bambini ha dato maggior vivacità al “giro delle sette chiese”. Ogni edificio sacro accoglieva i convenuti con addobbi floreali, significativo il vaso con le “vecce”, germogli di grano fatti crescere in ambiente scuro e per l’occasione esposti in un bianco pallido, che alla luce prenderanno il colore verde ad indicare il mistero della vita.
Come il grano di frumento che cade in terra muore e produce frutto, così il Cristo che il venerdì santo muore diventa seme da cui germoglierà la Resurrezione.
Civiltà contadina e tradizione cristiana trovano in questa manifestazione una complementarietà che ancora oggi ci fa rivivere pienamente il mistero “che se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede” secondo il monito dell’apostolo Paolo.

Corrado Leoni