Da Filattiera si vola sulle piste del Motomondiale con la Ducati

Intervista a Massimiliano Bertei, originario di Filattiera, che dal 2022 è ICT Manager della Ducati. “Un onore incredibile rappresentare un marchio che è simbolo di eccellenza italiana”.

Massimiliano Bertei, originario di Filattiera,  che dal 2022 è ICT Manager della Ducati
Massimiliano Bertei, originario di Filattiera, che dal 2022 è ICT Manager della Ducati

Dal rettilineo di Migliarina nel comune di Filattiera alle insidiose curve del mondomondiale affrontate ad oltre 200 km orari. Ne ha fatta di strada Massimiliano Bertei originario di Filattiera, che pur non essendo nato nel comune lunigianese, il borgo lo conosce bene visto che è il luogo in cui è nato e cresciuto il padre, e che anche lui ha frequentato spesso nel corso degli anni coltivando amicizie ed incontri.

Dal 2022 Massimiliano è Manager Tecnologico, della Ducati, ovvero una delle più note case motociclistiche del mondo, che non a caso da anni sta dominando il Motomondiale della MotoGP. Approfittando della sua disponibilità gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Intanto Massimiliano, presentati ai lettori…
Sono Massimiliano Bertei, ICT Manager per i temi tecnologici e infrastrutturali di Ducati Motor Holding. Guido – insieme ai colleghi del team – la strategia di innovazione tecnologica ICT dell’azienda, con un focus particolare sulle nuove tecnologie, intelligenza artificiale e soluzioni infrastrutturali e software avanzate che trovano applicazione sia nelle moto da gara sia nei modelli di serie

Come è nata la tua passione per il mondo dei motori e in particolare per le due ruote? Hai svolto studi e attività specifiche?
La mia passione per Ducati è iniziata guardando Troy Bayliss esordire in Superbike per la casa di Borgo Panigale, per poi infiammarsi definitivamente con il trionfo mondiale di Casey Stoner in MotoGP. Pur non avendo studi specifici in ambito automotive, mi sono formato in informatica e, grazie all’esperienza in IT, automazione e data analytics, ho acquisito competenze tecnologiche che oggi metto al servizio di Ducati.

Qual è oggi il tuo ruolo specifico e che compiti hai all’interno della Ducati?
Come responsabile in ambito tecnologico ho diversi compiti all’interno dell’ICT di Ducati, alcuni dei quali riguardano la progettazione dell’architettura IT e la definizione della roadmap tecnologica aziendale, con l’obiettivo di integrare soluzioni HPC per modellare fluidodinamica e aerodinamica secondo i più elevati standard di innovazione. Il team gestisce inoltre l’infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni che elabora in near real time i dati raccolti da oltre 50 sensori installati sulle nostre MotoGP, trasformandoli in insight (ovvero intuizioni n.d.r.) essenziali per le decisioni in pista.

Che emozione vivi nel rappresentare una della case motociclistiche più famose al mondo?
È un onore incredibile: sento tutta la responsabilità di un marchio che è simbolo di eccellenza italiana. Vedere i nostri colori in testa a diversi mondiali come MotoGP Superbike e nuove avventure come nel MX è la conferma che l’unione tra ingegno umano e tecnologie d’avanguardia continua a dare risultati straordinari

Qual è oggi il tuo rapporto con la Filattiera e la la Lunigiana? Torni spesso? Hai ancora contatti con parenti e amici?
Pur vivendo e lavorando stabilmente lontano, sento un legame importante con Filattiera e con tutta la Lunigiana. Torno appena posso per ricaricarmi, partecipare alle feste locali e condividere momenti con amici e parenti.

Il nostro territorio ha da tempo difficoltà a dare risposte alla necessità, in primis lavorative, dei giovani. Dalla tua esperienza cosa si potrebbe fare per migliorare sotto questo aspetto?
Credo sia fondamentale promuovere sul territorio iniziative che mettano i giovani della Lunigiana nelle condizioni di crescere professionalmente senza dover lasciare casa: per cominciare, si potrebbe dar vita a veri e propri incubatori tecnologici locali, dove le startup possano trovare non solo spazi attrezzati e mentoring specializzato, ma anche un prezioso accesso a reti di investitori. Allo stesso tempo, sarebbe utile sviluppare un piano strutturato per diffondere luoghi di smart working e lavoro remoto – seguendo l’esempio del progetto “Start Working” – così da favorire l’incontro e lo scambio di idee tra professionisti di settori diversi, creando un ponte tra esperienze complementari. Infine, spingere fin dalle scuole un’educazione digitale più concreta e garantire la copertura a banda larga in ogni frazione renderebbe possibile a tutti i ragazzi di approcciarsi alle tecnologie più innovative, rafforzando le competenze locali e riducendo la necessità di emigrare in cerca di opportunità.

(Riccardo Sordi)