Nessuno avrà pensato di aver chiuso i conti con marzo e le sue prodezze meteo: con il tempo, è sempre dura averla vinta e credere che voglia rientrare nei binari della ‘nornalità’ che ciascuno si dipinge, figuriamoci poi con un mese inaffidabile come marzo!
Non resta che prendere atto della pausa senza precipitazioni che ha deciso di concedere dopo la prima, cospicua mandata, che si è protratta per una intera settimana e che ha combinato guai in altre aree della nostra regione e non solo.
Pur essendo piovuto ogni giorno dalla sera di domenica 9 alla sera di sabato 15, le precipitazioni si sono distribuite bene senza mai giungere ad eccessiva intensità. Le cose sono andate diversamente in un lungo tratto di territorio compreso da WSW a ENE fra Livorno Pisa, Valdarno inferiore, Firenze, Mugello e parte della Romagna.
Nella prima fase del lungo evento perturbato, tale zona ha risentito meno delle abbondanti precipitazioni cadute più a NW, tra Montagna Pistoiese, Garfagnana, Lunigiana e Levante Ligure.
Venerdì 14, al contrario, un sistema convettivo autorigenerante ha subissato le aree suddette, sia di pianura che di collina e di montagna, alcune delle quali già provate, negli ultimi anni, da una rara sequenza di tre alluvioni a breve distanza di tempo.
Gli effetti, diversi a seconda del contesto (piene fluviali, straripamenti e inondazioni nelle pianure, nelle vallate e nelle aree urbane, frane in collina e sui rilievi montuosi), si sono rivelati gravosi vuoi anche per la natura dei terreni di quelle contrade, specie del versante adriatico, oppure perché in città è ormai noto che, anche con poche ore di pioggia forte, queste sono le conseguenze.
Tornando in Lunigiana, benché i pluviometri nostrani abbiano ricevuto in sette giorni consecutivi ben più di tutta l’acqua che competerebbe all’intero mese di marzo, non si sono avute criticità e i corsi d’acqua non si sono neppure ingrossati e intorbiditi granché, vuoi per la già ricordata ‘democratica’ ripartizione giornaliera degli apporti e vuoi per le caratteristiche meteoclimatiche del nostro bacino idrografico, notoriamente piovoso.
Così, a mandate di 20-30-40 o 50 mm al giorno, con qualche punta di 60-70 (che in una grande città sono già problematici, ma qui vengono ‘retti’ ancora bene), si sono totalizzati 228 mm a Pontremoli, 183 a Villafranca, 199 a Gragnola e 203 a Massa.
Alle stazioni montane, d’altro canto, è spettata una dose complessiva che, localmente, ha superato i 300 -350 mm. Le precipitazioni hanno assunto carattere temporalesco, all’interno, solo la notte di mercoledì 12 e, per una mezz’ora, nel pomeriggio di sabato 15.
La neve è scesa quasi sempre oltre quota 1500-1600, spingendosi intorno ai 1200-1300 m solo a fine periodo. L’arrivo della tramontana, fredda, impetuosa e recante finalmente un alito più asciutto, ha comportato, martedì 18, un sensibile ridimensionamento del regime termico: dapprima nei valori massimi e, a seguire, nei valori minimi di temperatura.
Marzo ha già in serbo un secondo capitolo perturbato, e dalle previsioni pare proprio che non si arriverà alla fine della settimana senza averne sperimentato l’avvio. Gli ombrelli sono pronti.



