Un libro sui gruppi musicali pontremolesi degli anni ‘60

Si cerca materiale fotografico, articoli, testimonianze

The ShoutersPontremoli non si è mai privata della musica. Nel tempo, senza soluzione di continuità,ha visto gruppi musicali o, come si chiamavano allora ‘complessi’, ritrovarsi negli scantinati, nei garage, in luoghi impossibili, come avveniva allora per gli altri ragazzi italiani, inglesi, o americani. Un luogo valeva l’altro purchè riuscisse a contenere chi suonava, strumenti, attrezzature varie; se poi poteva accogliere anche qualche amico o amica allora provare canzoni diventava ancora più interessante, perchè ci si poteva illudere di avere già qualche fans,magari non disposti a urlare come nei concerti dei Beatles ma comunque amici disposti a parlare bene di chi suonava nel gruppo. Non sempre si riusciva a trovare uno spazio adeguato per ritrovarsi a suonare, infatti, a chi metteva su un complesso, si presentavano, di solito, due problemi: uno spazio nel quale provare,la cosiddetta ‘stanza’ e l’impianto voci. A quei tempi bastava poco per fare musica insieme. Si imparava, abbastanza in fretta, la chitarra, perchè con pochi accordi si potevano suonare subito tante canzoni, mentre magari al tastierista era richiesto qualcosa di più: saper leggere la musica e contribuire a organizzare armonicamente le voci. Di solito i gruppi erano formati da chitarra solista, chitarra accompagnamento, chitarra basso, batteria e tastiera o, come si diceva allora, pianola oppure organo.I gruppi musicali spesso non rinunciavano a una divisa: di solito una camicia e un paio di pantaloni uguali per tutti. Talvolta si ricorreva alla mamma che magari riusciva a confezionare lei stessa, o qualche amica, un panciotto, mentre altri adattavano, con qualche colpo di forbice, vecchi vestiti trovati in casa. Si potrebbe dire che cominciavano così gli anni Sessanta a Pontremoli, con The Shouters, Renato Riccio e i Cicloni, Gli Argonauti, Les Loirs, per citarne alcuni, ma nel tempo si sono formati tanti altri gruppi musicali e ancora oggi ci sono giovani e meno giovani che continuano a fare musica insieme. Per tutti si cercano materiali quali fotografie, articoli di giornale, testimonianze, ricordi,… che verranno raccolti in un libro e chissà che Pontremoli degli anni Sessanta non finisca per ritrovarsi più vicino di quanto si pensasse a Liverpool o a Nashville. Insomma l’America e l’Inghilterra di quegli anni, a Pontremoli, forse erano dietro l’angolo.

Fabrizio Rosi