“Una conversione pastorale e missionaria che non può lasciare le cose come stanno”

Mons. Gianni Ambrosio. La lettera pastorale dell’Amministratore apostolico inaugura un periodo che riserva alla Diocesi apuana tanti eventi degni di significato

Mons. Ambrosio in cattedrale a Massa

“Il cammino di sempre, fondato sul Vangelo di Gesù Cristo, prestando attenzione alla realtà odierna per essere di aiuto nel vivere la fede, la speranza e la carità”: è quanto propone ai fedeli della Diocesi di Massa Carrara – Pontremoli l’Amministratore apostolico Gianni Ambrosio nella sua lettera di inizio anno pastorale. “Se tu conoscessi il dono di Dio” è il titolo della lettera che inaugura un periodo che riserva alla Diocesi apuana tanti eventi degni di significato: dall’attesa per la nomina del nuovo vescovo, alle celebrazioni per i 200 anni dell’erezione della Diocesi di Massa – in febbraio – a quelle per il voto pontremolese alla Madonna del Popolo – in giugno e luglio – ma, soprattutto, l’avvio del cammino sinodale.
Il cammino sinodale che sta per partire, in particolare, pone la Chiesa locale di fronte all’esigenza di uno sforzo aggiuntivo, in termini di conversione e di missionarietà. Nel suo messaggio alla Diocesi, l’Amministratore apostolico ha sottolineato queste priorità esplicitamente, asserendo che “ogni cristiano, ogni famiglia cristiana, ogni parrocchia, ogni associazione o movimento deve cambiare per poter ‘avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno’ (Evangelii Guadium, 25)”.

Mons. Gianni Ambrosio

L’esortazione apostolica di esordio del pontificato di Papa Francesco è richiamata più volte da mons. Ambrosio, che invita la comunità ecclesiale apuana ad una conversione pastorale e missionaria che appare necessaria “per aprirsi ad ‘una permanente riforma di sé per fedeltà a Gesù Cristo’ (EG 26)”, per “rendere la pastorale ordinaria più espansiva e aperta, per favorire la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia (EG 27)”.
L’invito dell’Amministratore apostolico alla Diocesi, formulato usando ancora le parole del Papa, è chiaro: “Risuoni in ciascuno di noi e nel cuore di questa Chiesa particolare l’esortazione accorata di papa Francesco: ‘Esorto ciascuna Chiesa particolare ad entrare in un deciso processo di discernimento, purificazione e riforma’ (EG 30)”. Le parole di Ambosio sono quelle di un pastore che nel corso di questi 9 mesi ha avuto modo di osservare la comunità ecclesiale diocesana, che “ha bisogno di inserirsi con decisione nel cammino di comunione e di sinodalità che coinvolge tutta la Chiesa”.

Mons. Ambrosio, amministratore apostolico della diocesi

C’è bisogno del contributo di tutti, “di sperimentare la gioia di vivere la comunità, dando vita e slancio a buone relazioni sia tra preti sia tra fedeli laici […] individuando le priorità e facendo emergere l’annuncio cristiano nella sua essenzialità”.
Da cosa partire? Certamente dalle risorse a disposizione. La prima è la consapevolezza, afferma mons. Ambrosio, per il quale “le potenzialità ci sono nella diocesi”. La seconda è la disponibilità di ogni singolo fedele e operatore pastorale a intraprendere la strada di un cambiamento che parte dal vissuto personale di ciascuno: “è in gioco la fede da vivere nella quotidianità, ma con un orizzonte più grande, senza il quale si resta chiusi nel proprio orticello”.
Ci sono poi degli atteggiamenti dai quali dipende il buono o il cattivo esito del progetto.

Il Vescovo Gianni Ambrosio

L’Amministratore apostolico, nella sua lettera, invita a non lasciarsi “sopraffare dalle difficoltà” e a non accontentarsi “dicendo: si è sempre fatto così”. Al contrario, un atteggiamento che permetterà un cambiamento di rotta è quello dell’inquietudine, parola più volte usata da Francesco nel corso del suo pontificato, a partire dall’Evangelii Gaudium che ancora una volta l’Amministratore apostolico cita nella sua lettera: “se qualcosa deve santamente inquietarci e preoccupare la nostra coscienza – queste le parole dell’esortazione papale citate da mons. Ambrosio – è che tanti nostri fratelli vivono senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita (EG 49”.
L’approdo verso cui camminare è quello di una Chiesa diocesana che “possa annunciare con la vita la gioia del Vangelo, lasciando da parte le brocche, le chiusure, le comodità, i piccoli idoli, le paure, superando il pessimismo sterile, il rimpianto inutile, la critica corrosiva”.
Le indicazioni pastorali allegate alla lettera poffrono un primo, parziale, strumento di lavoro perché la comunità diocesana, sia pur nell’attesa della nomina di un nuovo Vescovo, intraprenda, in comunione con le altre Diocesi italiane, il proprio cammino sinodale. Un cammino in cui le celebrazioni dei 200 anni della Diocesi di Massa e i 400 anni del voto della Madonna del Popolo di Pontremoli siano non un fine ma uno dei mezzi per avviare il percorso di discernimento comunitario “dal basso verso l’alto”.

(Davide Tondani)