Il taglio del nastro della struttura a Filattiera, alla presenza delle autorità locali e regionali, e del vescovo diocesano Fra Mario Vaccari

Doveva essere festa sabato 9 maggio, sui Prati di Logarghena nel comune di Filattiera, situati quasi a 1000 m. di altezza, e festa è stata. Grande, partecipata, condivisa perché Massimiliano Zani, ex vicesindaco di Filattiera, morto prematuramente a causa di un incidente agricolo nel giugno del 2022, avrebbe voluto così: tanta gente, tanti amici, soprattutto la sua amata famiglia composta da mamma Alba, dalla moglie Erica e dai figli Sebastiano, Sofia e Sara; la comunità filattierese ed, in particolare quella della Rocca Sigillina dove le radici erano salde.
Lassù dove i fiori sbocciano con i loro profumi e la varietà delle piante rimanda alla biodiversità, sono saliti i rappresentanti delle Istituzioni, arrivati dai vari Comuni lunigianesi, il presidente della Regione Eugenio Giani, il vescovo mons. Mario Vaccari, don Lorenzo Piagneri e don Mario Arenare. “Tutto comincia dal ricordo del nostro carissimo Massimiliano”, ha detto la sindacadi Filattiera Annalisa Folloni con voce rotta dall’emozione, salutando in primis i famigliari.
“Massimiliano – ha proseguito Folloni – ha lavorato con il cuore e la mente dimostrando il valore del servizio a vantaggio del bene comune. Legatissimo a questo luogo e a questa struttura, di cui ha seguito il lungo iter di lavoro, non potevamo che intitolarlo a lui”. La prima cittadina, accompagnata dal vicesindaco Giuliana Filippi ed altri amministratori, ha caldamente ringraziato chi ha tracciato la strada del Rifugio a partire dai colleghi sindaci che l’hanno preceduta: Paolo Zammori, Pierluigi Bardini, Lino Mori e poi Fausto Giovanelli, ex presidente del Parco con riconoscimento MAB, la Regione Toscana, il GAL, lo staff dei tecnici fino alla Ditta Cariati di Bagnone che ha eseguito i lavori. Un esercito variegato di persone con competenze diversificate.
La struttura sarà gestita dalla Cooperativa di guide Sigeric

Un Rifugio che ha, alle spalle, tre decenni di iter costellato di discussioni, giudizi contrastanti, difficoltà, risorse finanziarie importanti, saccheggi da parte di vandali, oggi recintato e protetto da impianto di videosorveglianza. Una bella struttura composta da sala pranzo, cucina (al primo piano), bar. Al secondo piano stanze arredate e bagni. La gestione della struttura sarà affidata alla Cooperativa “Sigeric”.
Tenere le parole di Sofia che, a nome dell’intera famiglia, ha ricordato papà Massimiliano “Siamo grati a tutti, lo sarebbe anche lui, per avere trasformato questo meraviglioso luogo fisico in luogo di accoglienza dove silenzio e bellezza si fondono divenendo incanto e ringraziamento”.
Il vescovo fra’ Mario Vaccari ha ricordato l’Enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco che ci esorta alla cura della “Casa Comune”. “Plaudo, ha detto il presule, alla fattiva collaborazione fra Enti e Istituzioni. Quando la politica sa andare oltre gli schieramenti i risultati non mancano”. Il presidente Giani ha definito l’evento un “momento storico” sinonimo di rigenerazione della Lunigiana e non solo. “Non ci sono aree interne o marginali ma zone dove si vivono valori autentici che Massimiliano ha testimoniato e dove le relazioni umane si mettono al primo posto. Il Rifugio potrà ospitare anche scolaresche rafforzando l’educazione ambientale”.
Quindi taglio del nastro, benedizione, scoprimento della targa fra gli applausi. La Banda musicale ha intonato l’Inno Nazionale, il Coro S. Giorgio “Signore delle Cime”, il gruppo “Cacciatori” ha donato un defibrillatore installato nel Rifugio ed una meravigliosa pianta di rose. Ottimo il pranzo curato da” Slow Food” con la collaborazione della famiglia e delle cuoche filattieresi.
Ivana Fornesi










