Nell’ex Locanda La Lina un progetto da quasi mezzo milione di euro per servizi culturali e turistici

Mentre a Bagnone si attende in questi giorni il definitivo nulla osta da parte della Soprintenza per poter iniziare la realizzazione del nuovo progetto circa i tanto attesi lavori di sistemazione di via Niccolò Quartieri, un altro intervento procede verso la conclusione che viene annunciata per l’estate. Si tratta – come conferma il sindaco Giovanni Guastalli – anche in questo caso di un progetto nel cuore del nucleo antico di Bagnone: quasi mezzo milione di euro, per l’esattezza 466mila euro, è la cifra che il Comune ha deciso di investire nel recupero di un palazzo al quale generazioni di bagnonesi – e non solo – si sentono legati.
Si tratta del Palazzo Tiradani, ora acquistato dal Comune, ma che a lungo ha ospitato la storica Locanda La Lina prima del trasferimento nella vicina piazza Marconi. Un nuovo intervento di recupero collocato nel centro storico di Bagnone, che è senza alcun dubbio una delle realtà più interessanti della Lunigiana sia dal punto di vista culturale che da quello urbanistico. Non ha caso, infatti, il progetto si era classificato al secondo posto (su 144 domande di finanziamento presentate) nella graduatoria predisposta dalla Regione Toscana che due anni e mezzo fa, in virtù della posizione conquistata, aveva concesso all’Ente lunigianese la somma di 373mila euro, pari all’80% del costo previsto dal progetto, redatto dall’arch. Davide De Ranieri di Sarzana.

L’intervento rientra nell’ambito delle iniziative di “rigenerazione urbana e socio-culturale” previste dal bando regionale riservato ai Comuni con popolazione inferiore a 20mila abitanti, ed era stato avviato sul finire dell’estate dello scorso anno. Per Bagnone sono lavori di ristrutturazione e valorizzazione di un edificio su tre piani attiguo al palazzo comunale, ad esso collegato, un ampio complesso che si trova compreso fra piazza Marconi, via Noceti, via da Faye e via della Gora.
Gli obiettivi del progetto, che intende riqualificare un’area “fortemente degradata” e metterla a disposizione del pubblico sono molteplici. Come si legge nella relazione tecnica, prima di tutto si vuole “creare un polo di attrattiva turistico-culturale che colleghi le principali emergenze architettoniche all’interno del borgo di Bagnone (il Municipio, il Museo archivio della Memoria, la biblioteca comunale G.B. Cartegni)”.
Inoltre si vuole mettere a disposizione uno spazio pubblico all’aperto per eventi e incontri socioculturali in relazione con gli spazi di co-working, il palazzo municipale e i nuovi locali della biblioteca; una struttura, quest’ultima, che potrà dunque avere nuove aree nei quali svolgere e ampliare la propria attività culturale. Inoltre c’è uno spazio all’aperto che potrà essere fruito nella bella stagione. Il tutto con interventi per il miglioramento della risposta antisismica e della funzionalità energetica dell’edificio, mantenendone le linee architettoniche con il risanamento e la completa ristrutturazione dei tre piani e il superamento delle barriere.
(p. biss.)



