Durante lavori nell’interno dell’edificio sacro, nel territorio di Minucciano al confine tra Lunigiana e Garfagnana, è emersa una sepoltura di un misterioro e importante personaggio del Medioevo. Gli studi diranno se fosse al seguito di Papa Eugenio III

Venerdì pomeriggio 27 marzo a Pieve San Lorenzo si è tenuto un incontro pubblico per presentare ai Parrocchiani il ritrovamento effettuato dall’archeologo Silvio Fioravanti, di una sepoltura tra due colonne della navata destra della chiesa nel territorio comunale di Minucciano.
Dopo i saluti, il parroco don Marcello Franceschi ammoniva: “i tesori rinvenuti del passato sono da osservare, conservare per riscoprire le nostre origini e tradizioni”. L’arch. Stefano Calabretta ha raccontato l’accaduto, in gran parte fortuito: nel corso dei lavori al campanile della Pieve per la verifica della stabilità delle fondamenta, era stato deciso di effettuare una ispezione nell’area tra due colonne, previa autorizzazione della Soprintendenza e con incarico all’archeologo Fioravanti.

Tolta la pavimentazione in lastre di marmo, verificata la solidità della struttura sulle colonne, nel saggio si rinvenivano un primo gruppo di ossa poi, a maggior profondità, un’altra tomba perfettamente conservata. Il dott. Fioravanti metteva in luce i resti di una struttura voltata in materiale assimilabile al tufo che ricopriva la tomba. Rimosso lo strato terroso si presentava una sepoltura integra, con il cranio dal lato dell’entrata della Pieve e il volto rivolto all’altare.
I resti suggeriscono si tratti di un uomo tra i venti e i trenta anni, ma il tutto è ancora in attesa del responso definitivo del prof. Antonio Fornaciari, dell’Università di Pisa, che ha già studiato le sepolture in San Caprasio di Aulla. Al termine delle sue analisi si potrà conoscere non solo l’epoca di inumazione, ma anche avere informazioni sugli altri materiali: un brandello di stoffa, probabilmente seta, fibbie, un anello in rame.

Rimane l’interrogativo di chi sia il personaggio: il Pievano, un esponente di spicco del borgo, un passante facoltoso, un nobile, un prelato? Nel corso dell’incontro del 27 marzo, l’intervento del prof. Franco Bonatti ha aumentato la curiosità ricordando come al tempo di Gottifredo (1080 circa – 1153) vescovo della diocesi di Luni, papa Eugenio III transitò dal passo di Tea per la Pieve di San Lorenzo, Codiponte, Aulla, Pontremoli verso la Francia.
Al seguito del Papa erano sicuramente oltre ai cardinali almeno altre cento persone. Dai risultati dello studio del prof. Fornaciari si potrà forse sapere se i resti umani, che sembrano indicare trattarsi di un personaggio di rilievo, possano appartenere a uno tra i partecipanti al corteo del Papa.
Di fatto il tratto tra Lucca e Lucca, passando per Tea, trova nelle chiese di Metra, Pieve San Lorenzo, Codiponte altari con tele in onore e venerazione del Volto Santo, indice di un sicuro passaggio di pellegrini. Viene la domanda: si potrebbe trattare di un ecclesiastico o di un nobile colto da malore sulla strada per Lucca o di ritorno dalla visita al Volto Santo e che ha voluto lasciare ogni avere alla Pieve, ricevendo in cambio una così onorata sepoltura?
Corrado Leoni



