Comunità ecclesiale e impegno socio-politico. A Marina di Carrara il 16° convegno promosso dall’Azione Cattolica diocesana
Il ruolo dei cristiani e della comunità ecclesiale nella vita sociale e politica del territorio: argomento spinoso nel mondo cattolico da almeno un trentennio, ma che una parte della realtà ecclesiale della nostra Diocesi non vuole fare cadere.È questo il senso del 16° Convegno alla memoria di Mons. Giuseppe Taliercio (1920-2008) che l’Azione Cattolica diocesana ha promosso sabato scorso, 28 febbraio, in collaborazione con l’Ufficio diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro.
Fermarsi per riflettere e ripartire con una maggiore consapevolezza sono stati i due “movimenti” proposti dal titolo del convegno – “Punto e a capo: strumenti e proposte per l’impegno socio-politico della comunità cristiana” – che si è svolto nella sala conferenze dell’Autorità portuale a Marina di Carrara con la partecipazione del vescovo Fra’ Mario Vaccari.

La fase di riflessione si è concentrata su un questionario inviato nei mesi scorsi agli operatori ecclesiali, dal quale sono emersi alcuni dati significativi, a partire dalle risposte restituite: 84, un numero contenuto, che interpella sulla partecipazione e sul senso di corresponsabilità.
Ma dalle risposte emerge la fotografia articolata di una Chiesa locale percepita come attiva nella carità, nella valorizzazione del patrimonio culturale, nel dialogo con le istituzioni e nell’attenzione al territorio, ma allo stesso tempo vista come distante da problemi come ambiente o lavoro.
L’indagine restituisce la spinta verso impegno politico della Chiesa in senso ampio, che abbia le nuove generazioni come protagoniste e verso un impegno sociale che affronti sul suo territorio le grandi sfide del proprio tempo. Se queste sono le spinte che emergono, gli strumenti e le modalità per realizzarle sono state oggetto di un dibattito tra Sabrina Castagnini, presidente dell’Azione Cattolica diocesana, Domenico Smimmo, formatore nazionale del Progetto Policoro e Matteo Gianni, fivizzanese e espressione del Movimento dei Focolari.

Interventi diversi per sensibilità e provenienza, dai quali è emerso come la partecipazione alla vita sociale richieda competenza, ma anche passione e visione, e come la comunità cristiana possa diventare luogo generativo di percorsi condivisi.
Particolare attenzione è stata riservata ai giovani, non soltanto come destinatari di iniziative, ma come protagonisti da coinvolgere attivamente, e al dialogo: sia all’interno di una Chiesa plurale per visioni e carismi, sia con il mondo esterno con tutte le sue complessità.
Nelle conclusioni, affidate al direttore dell’Ufficio diocesano Pastorale Sociale e del Lavoro, Alessandro Conti, è risuonata l’eco dei momenti precedenti.
Conti ha invitato a non fermarsi ai numeri o alle impressioni immediate: “Il valore di questo convegno non si misura soltanto nella partecipazione, ma nella capacità di generare relazioni e processi. Se sapremo trasformare le riflessioni di oggi in percorsi concreti nelle nostre comunità, allora avremo davvero scritto un ‘punto a capo’ che guarda al futuro”.
A chiudere l’incontro è stato il vescovo Mario Vaccari, che dopo aver seguito tutti i lavori ha portato il suo saluto richiamando il senso ecclesiale dell’iniziativa. L’impegno sociale e politico, ha sottolineato, non è un ambito secondario della vita cristiana, ma una sua espressione naturale e necessaria.
La comunità è chiamata a tradurre la fede in scelte concrete di servizio, dialogo e costruzione del bene comune. Il Vescovo ha anche sottolineato il ruolo della Chiesa nel creare processi, offrendo a istituzioni e politica, senza paura di strumentalizzazioni “un terreno non neutrale, ma fondato su valori precisi, su cui le persone possono ritrovarsi” e consapevole dei rischi di strumentalizzazione ma con “la coscienza di portare la voce del Vangelo quando richiesto”.



