“Accanto a te Gesù, con…”: le Via crucis di bambini e ragazzi

Si sono svolte fra il 13 e il 15 marzo in tutti i vicariati della diocesi. Ecco le celebrazioni in Lunigiana a Pontremoli, Virgoletta, Barbarasco e Soliera

Ci sono momenti in cui la nostra Chiesa locale ha ancora tanta forza di convocazione: così centinaia di bambini e ragazzi si sono ritrovati in diversi luoghi dei vicariati della Diocesi per celebrare e vivere la memoria della via dolorosa fatta da Gesù Cristo per salire al Calvario.
Promossa per il quarto anno dall’Ufficio Evangelizzazione e catechesi, organizzata dalla Commissione per l’iniziazione cristiana e affidata a due referenti per ogni vicariato, questa Via crucis per bambini e ragazzi “diffusa” è il risultato di un lavoro di squadra di tantissimi catechisti ed educatori.

Pontremoli: la Via Crucis davanti alla chiesa di San Lorenzo (già dei Cappuccini)

Si è svolta tra venerdì 13 e domenica 15 marzo, iniziando dal vicariato di Pontremoli dove, nel piazzale antistante la chiesa dei Padri Cappuccini e complice un sereno pomeriggio già primaverile, è stata numerosa e vivace la partecipazione di giovani e giovanissimi delle parrocchie di Pontremoli, Ss. Annunziata e delle Valli di Zeri, con famiglie e catechisti.
Il titolo di quest’anno, “Accanto a te Gesù, con…”, è stato un invito a camminare accanto a Cristo nei momenti più difficili della Sua vita, quelli della Passione e della morte, sino alla gioia della Resurrezione, in compagnia di sette personaggi, o gruppi di personaggi, che, dopo aver “incrociato lo sguardo di Gesù”, hanno fatto scelte che hanno cambiato le loro vite.
In ognuna delle sette Stazioni, era previsto l’incontro con uno di loro accompagnato da una riflessione sulle diverse scelte e sui differenti atteggiamenti che essi rappresentavano e che possono abitare anche il cuore di ognuno di noi. Perciò i ragazzi sono stati invitati a camminare: “Con Giuda, che ha scelto il tradimento; con Pietro, che ha sbagliato ma ha scoperto il perdono; con Pilato, che ha avuto paura di dire la verità; con la folla, che si è lasciata trascinare dal branco; con il Centurione, che sotto la Croce ha saputo riconoscere chi era davvero Gesù; con le Donne, che sono rimaste fedeli fino alla fine; con Giuseppe di Arimatea, che si è preso cura del corpo di Gesù e infine con noi, chiamati a vivere la gioia della Risurrezione”.
La celebrazione, guidata da don Graziano Galeotti, arricchita dalla musica e dai canti dei giovani chitarristi e “colorata” dai cartelloni delle sette Stazioni, preparati liberamente dai vari gruppi di catechismo, si è conclusa all’interno della chiesa dei Cappuccini. Qui, don Graziano, ha evidenziato come fondamentale sia sempre, per tutti, l’incontro personale con Gesù, l’unico che può davvero cambiare la nostra esistenza. Ha poi invitato l’assemblea a pregare insieme con la preghiera che il Signore ci ha lasciato e che più di ogni altra evidenzia il nostro legame filiale con Lui: il “Padre Nostro”.
La benedizione finale e l’ormai tradizionale canto “Resta qui con noi” intonato a gran voce da tutti i presenti, hanno concluso l’intensa giornata.

Villafranca: in chiesa a Virgoletta

In una cornice meteo invece uggiosa, la chiesa dei SS. Gervasio e Protasio di Virgoletta, sabato 14 marzo, ha visto i banchi riempirsi di tanti bambini e ragazzi, accompagnati da catechisti e adulti di ogni età. Con il vicario don Mario Arenare, il parroco don Giovanni Barbieri e svariati ministri di culto, una energica ma composta folla, ha gremito e donato freschezza all’antica chiesa.
Nelle stazioni proposte dalla diocesi, la colorata Via crucis di quest’anno ha toccato temi tristemente attuali come “il potere del branco” o “la vigliaccheria”, ma ha saputo mettere l’accento anche su “la fedeltà” raffigurata dalle donne e su “la cura” di una figura spesso trascurata come quella di Giuseppe di Arimatea. Il partecipato pomeriggio è stato animato dalle parrocchie di Arpiola, Bagnone/Vico, Filattiera, Filetto, Malgrate, Scorcetoli (che ha contribuito con il ritmo delle chitarre), Villafranca e Virgoletta, che si sono succedute in letture del Vangelo, preghiere e canti.
La letizia data da esperienze, come quella della ormai consolidata Via Crucis vicariale, rende evidente quanto l’unione e la condivisione siano il vero motore di una comunità viva e riescano a superare ostacoli come quello del campanilismo, proprio come ci viene chiesto e insegnato da Gesù che con pochi gesti e parole, incontrando “la samaritana” al pozzo di Sicar, rompe secoli di ostilità e barriere religiose tra popoli fratelli.
“Aspettando la Via Crucis del prossimo anno – hanno sottolineato i partecipanti – auspichiamo altre e nuove occasioni, per stare insieme, come in questa bella giornata”.

Aulla: la celebrazione nella chiesa di Barbarasco

Per il vicariato di Aulla l’appuntamento era nel parco fiera di Barbarasco alle 10,30: oltre ai bambini del catechismo c’erano diversi giovani e famiglie intere, con i catechisti e le catechiste che hanno accolto i partecipanti per un momento di fraternità prima di iniziare la celebrazione. Era presente anche il vicario foraneo don Anthony Nnadi, assieme a molti altri sacerdoti: ha partecipato anche il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini.
La Via crucis si è svolta all’interno del parco per le prime cinque stazioni poi nella chiesa parrocchiale per il resto. “Al termine della celebrazione – hannoabbiamo voluto aggiungere un piccolo fuori programma, una preghiera per la pace. Ci sembrava il luogo e il momento adatto proprio per il clima di accoglienza e fraternità che si era creato.

Fivizzano: in preghiera nella chiesa di Soliera

Ultimo in ordine di tempo è stato il vicariato di Fivizzano che a Soliera domenica 15 ha potuto godere e sfruttare un pomeriggio quasi primaverile. Francesca racconta la Via crucis, un po’ diversa dalle altre “Abbiamo pensato di drammatizzare le otto stazioni scelte per coinvolgere di più i bambini che si sono vestiti e hanno attraversato il paese. La via Crucis è iniziata e finita nella chiesa parrocchiale.
La partecipazione è stata buona, anche intere famiglie ma soprattutto è stata vissuta con intensità da tutti. È stato un momento di comunità e di fraternità rafforzato da una merenda condivisa al termine della celebrazione”. Alla fine dei tre giorni emerge un’immagine di Chiesa che quando vuole sa ancora convocare, sa collaborare, sa vivere la fraternità e sa vivere gli insegnamenti del Maestro, grazie ai bambini e ai ragazzi.

Articolo a cura di Giovanna Bianchi, Martina Pometti e Davide Finelli