Protesta per la Chiesa di Casciana restaurata ma inaccessibile

A Casola, acquistata dal comune per farne un centro ricreativo

La Chiesa di Casciana
La Chiesa di Casciana

Una situazione spiacevole va avanti dalla scorsa estate a Casciana, nel comune di Casola. Questo piccolo paese non è avvezzo alla luce dei riflettori: conta forse quaranta residenti, che per la più parte sono anziani; non ci sono bar o centri commerciali, né punti di aggregazione di altro genere.

C’è solo la vecchia chiesa, che è stata abbandonata a lungo fino a quando il comune di Casola l’ha acquistata per farne un centro ricreativo per la popolazione, pubblico e ad accesso libero. Era la fine degli anni Novanta ed era sindaco Piergiorgio Belloni. Pubblico è stato da allora, e nelle sere d’estate vi si poteva trovare riunita la gente del posto, insieme agli amici venuti da fuori in vacanza, a godere dell’unico luogo pubblico rimasto là.

Da circa un anno, però, le cose sono cambiate. I residenti raccontano di aver visto da un giorno all’altro i lavori in corso, e hanno scoperto che la “Chiesina” – così tutti la conoscono a Casciana – era stata destinata a un’opera di riqualificazione con i fondi del Psr (Piano di Sviluppo Rurale), grazie all’intervento del GAL Consorzio Lunigiana, per una somma di 85mila euro. La ristrutturazione era stata accolta con favore, perché avrebbe portato un tocco di modernità di cui l’edifico aveva oggettivamente bisogno.

In effetti ora ha la pavimentazione interna rinnovata, così come un nuovo impianto di riscaldamento e di illuminazione, interna ed esterna. Il giorno dell’inaugurazione, alla fine dello scorso luglio, il sindaco Mattia Leonardi ha detto chiaramente quale era stato lo scopo dell’intervento: creare un centro di aggregazione sociale, per rivitalizzare il territorio, perché avrebbe continuato a essere fruibile per tutta la popolazione per attività “ludico-ricreative” e, perché no, anche “culturali”. Queste sono state le parole delle autorità, e così recita anche la targa apposta sulla facciata esterna.

Dopo i lavori di riqualificazione dello scorso luglio non è stato più possibile accedervi

Matteo Leonardi, il nuovo sindaco a Casola (foto Massimo Pasquali)
Matteo Leonardi, il sindaco di Casola (foto Massimo Pasquali)

Eppure, dopo quel giorno i residenti non sono più riusciti a entrare. La chiave risulta introvabile. Pare però che un privato la abbia, dato che alcune sere, in agosto, un gruppetto effettivamente entrava – da fuori si vedevano le luci accese – ma per far poi ritrovare chiusa la porta la mattina dopo.

I consiglieri di minoranza del comune, informati, hanno sollevato il problema in uno degli scorsi consigli comunali, ma hanno ricevuto risposte evasive. Nessuna risposta, invece, ha ricevuto la richiesta di chiarimento mandata per mail a Casola da alcuni degli abitanti, che si sono peraltro costituiti in un comitato. Il clima è molto teso: la scorsa settimana è stato sollecitato lo stesso GAL Lunigiana, che, essendo tenuto a sorvegliare che le finalità del restauro siano rispettate, ha chiesto spiegazioni al comune.

Ad ora ancora nulla si è mosso. Per le persone di Casciana la situazione è senz’altro peggiorata: prima, anche se un po’ malmesso, avevano almeno un luogo dove la comunità poteva raccogliersi. Senza contare che la messa a nuovo avrebbe potuto anche richiamare viandanti e turisti, che per questo paesino, alla porta tra Lunigiana e Garfagnana, passano davvero numerosi.

(Davide Lombardi)