Parte dalla Lega di Fivizzano quest’idea che ripropone un vecchio progetto

Parte dalla Lega una proposta che ha attraversato molte Amministrazioni di Fivizzano, senza mai giungere ad una adozione definitiva: quella di realizzare un consiglio delle frazioni.
Più vicina di tutte alla sua approvazione era stata la Giunta presieduta da Giancarlo Fanfani, meglio nota come la “Anomala”, perché nata grazie ad un accordo, allora nuovo anche per l’Italia, fra Democrazia Cristiana e Partito Comunista. La proposta era pronta, frutto del lavoro di una apposita commissione consigliare, ma poi i ribaltoni, allora (a cavallo fra gli Ottanta e Novanta) assai frequenti a Fivizzano, ne hanno fatto perdere le tracce.

Ora i “Consigli di frazione” (Fivizzano ne conta quasi 100, distribuite su una superficie di 180 chilometri quadrati) vengono riproposti dalla Lega Salvini di Fivizzano. In un momento in cui, scrivono nel presentare la proposta, “si assiste ad un calo di quasi il 50 % dei votanti, sintomo evidente di un distacco dalla politica da parte degli Italiani, i Consigli di frazione possono favorire la democrazia partecipativa, l’interesse per la soluzione dei problemi, la vicinanza fra amministratori ed amministrati”.

Sarebbe anche il dare applicazione, si legge ancora nel comunicato leghista, a quanto scritto nello Statuto del Comune, che “prevede questa possibilità per i paesi con più di 50 abitanti, con la finalità di collaborare con l’Amministrazione Comunale alla miglior progettazione, realizzazione, gestione di interventi e delle opere pubbliche, e per ottimizzare le risorse economiche, umane e le idee”. Il documento della Lega contiene anche la proposta di creare una “Commissione giovani”, “per invogliarli alla partecipazione alla vita della comunità”.
Viene, infine, portato ad esempio il Comune di Pontremoli, dove esiste un Comitato delle Frazioni dal 2012, a Fosdinovo da poco. Il documento termina con una riflessione di Tucidide: “Chi si disinteressa della cosa pubblica non è semplicemente un innocuo privato, ma un cattivo cittadino”.
Andreino Fabiani



