Avviata la ristrutturazione di un edificio per aumentare l’accoglienza
Non si sta con le mani in mano nel cuore del Camerun, nel Villaggio Laudato Si’: appena concluso un altro anno di straordinario impegno ma anche di notevoli risultati, ecco che una nuova e ambiziosa iniziativa ha preso il via.
“È vero – spiega il villafranchese Fiorenzo Simonelli da lungo tempo ormai in missione nel grande paese africano – ci siamo imbarcati, con padre Adriano Armati, in un progetto di ristrutturazione e ampliamento di uno stabile che ci permetterà di raddoppiare gli spazi per le accogliere ragazzi bisognosi”.
La felice esperienza del Villaggio, infatti, continua a richiamare nuovi giovani che vogliono esserne parte. Tuttavia ogni progetto che si avvia deve confrontarsi con crescenti difficoltà.
“Non abbiamo tutto il denaro necessario per i lavori previsti – aggiunge Simonelli – ma siamo fiduciosi di trovarlo prima dell’arrivo della stagione delle piogge, che impedisce i lavori di edilizia”.
La falegnameria in funzione da tempo continua a produrre, ma i proventi non sono sufficienti per investire nella nuova iniziativa: “sì, il fatturato della falegnameria di per sé è stato più che soddisfacente, ma ci ha lasciato solo pochi spiccioli dopo aver pareggiato le spese per mantere la scuola e garantire l’accoglienza”
Secondo quanto ci racconta Fiorenzo Simonelli, ora alla scuola mestieri del Villaggio il numero degli allievi è consolidato, inoltre al Villaggio sono accolti una quindicina di persone con casi gravi, siano questi rappresentati da tossicodipendenze o da malattie psichiatriche.
Inoltre c’è stato un periodo difficile in occasione delle elezioni presidenziali in Camerun: “Il nostro Vescovo – racconta Simonelli – si è sbilanciato a favore del candidato dell’opposizione e visto che noi operiamo sul terreno della Diocesi siamo stati oggetto di neanche troppo velate intimidazioni. Ora per fortuna il peggio è passato e possiamo guardare avanti con fiducia”.
“Ringrazio ancora, una volta di più – conclude – tutte le persone, associazioni ed istituzioni che dall’Italia ci sono vicine: non è solo un problema di denaro, quanto di una calorosa vicinanza che ci aiuta a proseguire nella nostra missione”.



