A Fivizzano il recupero del cimitero degli Svizzeri, luogo della memoria

Al via i lavori di restauro del luogo che racconta della storia della migrazione dalla Svizzera

è conosciuto come il “Cimitero degli Svizzeri” e si trova proprio all’uscita da Fivizzano, dove la statale per il Cerreto incrocia Via Roma, nei pressi dell’edificio scolastico delle Scuole Superiori. Da molto tempo non è più utilizzato perché sono caduti i divieti di seppellire persone protestanti nel cimitero comunale, ma soprattutto perché a Fivizzano non ci sono più, da tanto tempo, Svizzeri discendenti di quegli immigrati di religione evangelica, che a metà del secolo XIX vennero ad abitare a Fivizzano.

I lavori in corso
La facciata del Cimitero degli Svizzeri a Fivizzano
La facciata del Cimitero degli Svizzeri a Fivizzano

Recentemente sono iniziati i lavori per il suo restauro conservativo, con l’amministrazione che ha stanziato un intervento da 20mila euro, presi dal proprio bilancio, per opere di miglioramento e decoro strutturale del sito.

“è un riconoscimento dovuto a queste persone che hanno fatto parte di una comunità che ha lasciato un retaggio molto positivo nel tessuto economico e sociale di Fivizzano” ha sottolineato il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti.

In particolare i lavori di restauro conservativo e riparazione strutturale al Cimitero degli Svizzeri a Fivizzano prevedono la manutenzione straordinaria dell’area, l’isolamento termico e il risanamento conservativo delle strutture verticali, per un intervento di recupero e valorizzazione del sito, per garantire la conservazione e la sicurezza del patrimonio culturale.  Un luogo che racconta quindi la storia dell’emigrazione dalla Svizzera in varie città italiane, ma soprattutto a Fivizzano, degli Engadinesi di Lavin, nel cantone dei Grigioni.

La storia dell’emigrazione svizzera in Italia…
L'interno del Cimitero degli Svizzeri a Fivizzano
L’interno del Cimitero degli Svizzeri a Fivizzano

Un loro discendente, Andri Perl, in una tesi di maturità del 2002 ne ha approfondito la storia. L’emigrazione engadinese ha inizio nel XIX secolo, in particolare quella da Lavin e della famiglia Perl, e fu dovuta a motivi economici.

L’attività prevalente degli emigranti fu il commercio dolciario, tradizione che conservarono ovunque si stabilirono all’estero, alcuni, specie i giovani, anche col sacrificio della vita nelle fornerie. La produzione di pasticceria favorì anche il servizio di caffè e l’industria alberghiera. I luoghi preferiti dell’emigrazione, a patire dal XVIII secolo, furono Venezia, Genova, Firenze, Livorno, Modena, ma anche Napoli e Trieste, ma si può dire in tutto il “Bel paese”. A Genova poterono fondare anche un proprio cimitero protestante.

… e in particolare a Fivizzano
La lapide di Dumeng Perl all'interno del Cimitero degli Svizzeri a Fivizzano
La lapide di Dumeng Perl all’interno del Cimitero degli Svizzeri a Fivizzano

Anche Fivizzano fu interessato dall’emigrazione engadina, in particolare dal paese di Lavin, che nel 1850 contava 367 abitanti di cui 15 cattolici, gli altri protestanti, compresi i componenti della famiglia Perl, di professione pasticceri. Dei Perl 11 famiglie erano di Lavin.

Di loro di quel periodo viene menzionato fra gli emigranti un certo Casper P. Perl, che sarebbe attivo a Fivizzano come “Caffeur” e “Wirth”, ma proveniente da una famiglia di agricoltori, “che in una bella giornata autunnale, il 1° ottobre 1869, fu vittima di un incendio che distrusse casa e raccolto e che del paese risparmiò solo la chiesa e due case. Delle 10 famiglie Perl solo due sopravvissero all’incendio”.

I membri della famiglia si stabilirono a Fivizzano: uno Jachen e una Bonorand attirarono altri membri. Tra questi Peider, la cui vedova Tina Rosler è sepolta nel cimitero di Fivizzano. La pasticceria fallì presto, mentre rimase il Caffè elvetico di Piazza Medicea. La crisi economica costrinse i Perl a vendere anche il Caffè, ma a prezzo svalutato, perché danneggiato dal terremoto del 1920.

La targa all'ingresso della facciata del Cimitero degli Svizzeri a Fivizzano
La targa all’ingresso della facciata del Cimitero degli Svizzeri a Fivizzano

Finì così la storia dei Perl a Fivizzano, una storia che è durata all’incirca un secolo e che ha lasciato “ chiare testimonianze, in particolare il piccolo cimitero privato, che è tuttora l’ultima dimora (una piccola cappella e una tomba decorata) per Tina Rosler (1820-1887), e per suo figlio Dumeng Perl (1850-1902), la cui tomba è all’aperto. Il “Caffè elvetico” esiste ancora in proprietà italiana.

Rimane, però, il ricordo di Jachen Cazin Perl, che ha contribuito all’elettrificazione di Fivizzano, fatta prima che alla Spezia.

Bene fa l’Amministrazione a riqualificare, su progetto dell’architetto Stefano Santini, questo luogo della memoria, che ha subito vandalismi e che già fu oggetto di interventi e di una lapide ricordo ai tempi del Sindaco Sandro Bondi. Il cimitero “ospitò” anche i corpi di alcuni soldati tedeschi uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale.

Andreino Fabiani