Educare per ritrovare sentieri di pace
Piazza San Pietro, 12 ottobre: Papa Leone XIV presiede le celebrazioni del Giubileo della Spiritualità Mariana (Foto Vatican Media/SIR)

Mentre l’anno giubilare sta ormai giungendo alla sua conclusione, le varie “categorie” di credenti si presentano alla Porta Santa per compiere il loro atto penitenziale e per fare il punto sul cammino evangelico di loro competenza. In questi giorni è toccato al mondo educativo. Nelle contraddizioni di un mondo dominato dalla tecnica, dalla scienza, dalla potenza delle armi e del denaro, la Chiesa ricorda la necessità di andare al cuore dell’uomo per ritrovare umanità, rispetto, dignità: ripropone l’educazione integrale della persona per ritrovare sentieri di convivenza e di pace.

Il paesaggio umano che si ha di fronte è superfrastagliato: si va dalle grandi università nelle varie capitali della cultura, alle scuole senza libri o quaderni sparse nelle varie periferie del mondo. Con 231 mila scuole attive in 171 Paesi e oltre 70 milioni di studenti l’educazione cattolica rappresenta una delle reti formative più estese nel mondo. Quasi la metà degli alunni si concentra in Africa (43%), seguita da Asia (21%), Americhe (20%) ed Europa (14%). Le condizioni politiche, sociali ed economiche in cui opera l’educazione cattolica sono tra le più disparate, ma anche dove la presenza cattolica è minoritaria, spesso è significativa e tende all’inclusione sulla spinta evangelizzatrice, soprattutto nei Paesi di missione.

Papa Leone XIV in piazza San Pietro in occasione del Giubileo dei Catechisti (Foto Vatican Media/SIR)

In questo contesto Papa Leone XIV ha inviato il suo messaggio. Non è semplice parlare contemporaneamente al mondo dell’intelligenza artificiale e all’analfabetismo delle periferie. Eppure ci può essere un filo conduttore che lega tutto il mondo dell’educazione, indipendentemente dalla condizioni ambientali. I principi fondamentali proposti da Papa Leone: l’interiorità, l’unità, l’amore e la gioia “per tenere sempre al centro, nella trasmissione del sapere umanistico e scientifico, il bene della persona”. Sono principi che si possono attuare in ogni situazione.

“E’ un errore pensare che per insegnare bastino belle parole o buone aule scolastiche, laboratori e biblioteche”, afferma il Papa. “Questi sono solo mezzi e spazi fisici – prosegue -, certamente utili, ma il Maestro ò dentro”. “La verità non circola attraverso suoni, muri e corridoi, ma nell’incontro profondo delle persone, senza il quale qualsiasi proposta educativa è destinata a fallire”, ed ha osservato che gli studenti, per entrare in contatto con la propria interiorità, hanno bisogno di aiuto. Anche per gli educatori, frequentemente stanchi e sovraccarichi di compiti burocratici, è reale il rischio di dimenticare ciò che S. John Henry Newman sintetizzava con l’espressione: ‘cor ad cor loquitur’, ‘il cuore parla al cuore’. Il ruolo degli educatori è un impegno umano. “Danneggiare il ruolo sociale e culturale dei formatori – dice il Papa – porta con sè una crisi della speranza”.

Giovanni Barbieri