Si era detto la scorsa settimana che il tempo si sarebbe rimesso al bello con l’arrivo di qualche giornata calda dopo le abbondanti piogge dei giorni 9 e 10. Non è andata esattamente così, perché il miglioramento vero e proprio lo si sta ancora aspettando, visto che dall’11 al 14 ha continuato a piovicchiare e solo a fatica si sono viste parziali schiarite.
Neppure le temperature hanno avuto modo di spiccare il volo causa cielo spesso imbronciato: d’altro canto, se le massime sono rimaste piuttosto contenute, le minime sono riuscite a mantenersi abbastanza elevate grazie proprio alla nuvolosità prevalente.
L’escursione termica, di conseguenza, non ha avuto modo di ampliarsi. La massa d’aria umida, comunque, ha fatto sì che il regime termico non comportasse sensazioni di fresco accentuato, anzi: talora, ha prevalso la percezione di caldo a dispetto della moderazione delle temperature diurne.
In effetti, le condizioni meteo vissute, anche una volta terminate le precipitazioni, si possono definire tutt’al più ‘buone’, certo non belle, per la presenza di nuvolosità bassa, quando non di totale e insistente copertura da parte di strati e stratocumuli.
I bei giorni sereni o poco nuvolosi, insomma, dall’inizio del mese, sono rimasti solo quei tre (il 4, il 6 e il 7, fortunatamente anche un sabato e una domenica!), mentre il quarto è in arrivo, e in compagnia di qualche altro.
In attesa di rivedere giornate dal soleggiamento più generoso, resta da entrare più in dettaglio nel descrivere l’episodio perturbato del 9-10 settembre, che era ancora nelle fasi iniziali martedì scorso quando il giornale è andato in stampa. I rovesci più intensi si manifestavano, infatti, nel mezzodì e a metà del pomeriggio: questo, dopo i forti nubifragi che, nelle prime ore del mattino, si erano abbattuti lungo la costa e la prima fascia collinare apuana provocando le piene di Parmìgnola e Carrione e l’allagamento dei sottopassi della stazione ferroviaria di Massa.
Nel prosieguo delle ore serali, la situazione tornava calma, ed anche durante la notte e la mattinata del 10, con la ripresa delle precipitazioni, la pioggia scendeva debolmente tra dense foschie e nubi basse al limite della nebbia d’avvezione.
Soltanto a cavallo della mezzanotte tra il 10 e l’11, ormai un po’ a sorpresa, si verificava una intensificazione degli effetti del passaggio frontale con pioggia a dirotto per oltre un’ora.
Come già anticipato, nei quattro giorni successivi, il miglioramento non è andato oltre la mediocrità; il persistere di correnti da SW, anziché di una asciutta tramontana, ha permesso al tempo di ‘fare melina’ alternando ora una cappa di grigiore ora qualche schiarita, residue pioggerelle, pioviggine e piovaschi (le notti dell’11 e del 12, il tardo pomeriggio-sera di sabato 13, la notte e il mattino di domenica 14).
La stabilità e il caldo si sono accampati più a sud, dal Lazio e dalle Marche verso le regioni meridionali, mentre il Centro-Nord ha risentito delle spiccata variabilità descritta. Ne hanno fatto fede le temperature massime, rimaste diversi gradi inferiori alle attese sia domenica 14 che lunedì 15, quando il cielo si è ostinato a rimanere chiuso fino a pomeriggio avanzato.
Non molto è cambiato anche martedì 16, ma le promesse di tre-quattro giorni di bello e di caldo, stavolta, pare che saranno rispettate.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



