Dopo la consueta commemorazione
Il dovere della memoria: è l’espressione che si legge nei titoli dei libri di memorie e che si sente pronunciare più frequentemente negli incontri storici, nelle commemorazioni, negli ambienti culturali, nei media, ma anche nelle conversazioni fra persone comuni. è un richiamo alla necessità di conoscenza e di ricordo di fatti che hanno segnato le pagine più violente e crudeli della storia, al fine di trarne l’insegnamento a non più ripetere gli errori che hanno prodotto guerre, violenze, sopraffazioni. Speranza ben sintetizzata da Cicerone, che assegnò alla storia il compito di essere “magistra vitae”.
Ma una maestra esiste se ci sono gli scolari che, secondo Antonio Gramsci, questa “maestra non ha mai avuto”, condannando l’umanità al soffrire, nei secoli, le solite atrocità, come anche il momento attuale, con le sue quasi 60 guerre in atto, sta dimostrando e come hanno dimostrato i numerosi eccidi compiuti in Toscana durante la Seconda Guerra Mondiale, ricordati dal Governatore Eugenio Giani a Vinca il recente 24 agosto.
Ci si deve, pertanto, rassegnare al concetto espresso da Eugenio Montale che “la storia insegna che la storia non insegna niente” o prendere conoscenza e coscienza dei fatti, come l’eccidio di Vinca, storicamente e magistralmente ricostruito dal prof. Paolo Pezzino, relatore ufficiale della commemorazione, e come quelli di Mommio, San Terenzo, Tenerano. Da questi, poi, partire per formare nei giovani del Comune una memoria utile e democratica, improntata ai valori della pace , del dialogo, del rispetto.
Il sindaco Giannetti si è detto soddisfatto “per l’assenza di governanti fascisti a Vinca”, con la richiesta di pubbliche scuse da parte del generale Vannacci
Il Sindaco Gianluigi Giannetti nel suo intervento giustamente ha aggiunto che organizzerà per loro, a questo fine, anche un viaggio ad Auschwitz. L’intervento del Sindaco si è caratterizzato anche per un giudizio molto duro, ma sottolineato da applausi dei numerosi presenti alla commemorazione e dallo sventolio di bandiere, anche della Palestina: “Se l’anno scorso mi ero lamentato per l’assenza di rappresentanti di governo, quest’anno esprimo soddisfazione per l’assenza di governanti fascisti qui a Vinca”.
Queste parole, riprese e diffuse dai giornali hanno scatenato risentite prese di posizione e richieste di scuse in particolare da parte del parlamentare europeo generale Roberto Vannacci e del deputato Andrea Barabotti, entrambi leghisti. Molte, di contro, sono state le manifestazioni di solidarietà con il Sindaco di singole persone, di associazioni e di rappresentanti politici. “I fascisti a Vinca, e altrove, non sono stati meno feroci dei nazisti tedeschi. Non bisogna aver paura o remore a dirlo e a dichiararsi convintamente antifascisti, parola che non esce mai dalle bocche di alcuni rappresentanti del governo. Averlo detto da Sindaco e aver messo in guardia da certi provvedimenti romani i miei concittadini lo ritengo un onore e penso di avere interpretato il pensiero dei più”, ha replicato il Sindaco. Pare che ci saranno sviluppi.
La cerimonia della commemorazione, iniziata con la celebrazione della Messa, è continuata nel piazzale antistante la chiesa con gli interventi, oltre quelli citati, del Presidente della Provincia Gianni Lorenzetti e del Presidente provinciale ANPI Giancarlo Albori, presentati dall’assessora Serena Moscatelli. Si è conclusa con la visita al monumento del Mandrione, che ricorda 29 giovani vittime dell’eccidio, e al cimitero, dove, come ogni anno, sono stati letti i nomi di tutti i morti nell’eccidio, scolpiti nelle lapidi.
Andreino Fabiani



