A Villafranca una lunga estate con le polemiche “dell’acqua”

Si è partiti con la problematica all’acquedotto che ha coinvolto 897 utenze

Non c’è dubbio che il tema dell’acqua sia stato particolarmente caldo nel comune di Villafranca in questa estate. A partire dalla polemica relativa alle problematiche dell’acquedotto che ha visto 897 utenze da La Vigna a Virgoletta, ma anche a Merizzo e Malgrate, Pradaccio e Mocrone, interessate dal disservizio consistente in mancanza d’acqua o comunque in un afflusso limitato.

Problematiche dovute a perdite riscontrate in vari punti della rete dell’acquedotto ma soprattutto ad un calo di pressione, legato anche all’aumento di popolazione durante il periodo estivo, che hanno avuto un effetto importante e per tre giorni la popolazione interessata ha dovuto far i conti con la necessità di razionare l’acqua e di usufruire delle autoclavi. Dal 13 agosto la fornitura d’acqua è stata ripristinata in tutte le zone del Comune e il sindaco Filippo Bellesi al termine della vicenda ha chiesto assicurazioni a Gaia affinchè si realizzino al più presto quelle opere strutturali all’acquedotto, già programmate ma non ancora cantierate, che si rendono più che ma necessarie per evitare il ripetersi di questi disservizi.

Per poi passare all’impianto del Villasport e la qualità dell’acqua con due diverse analisi dell’Asl che hanno rilevato dei dati anomali 

Ma senza dubbio la polemica più “scottante” è stata quella relativa all’impianto sportivo del Villasport e che si è incentrata sulla qualità dell’acqua della piscina e sulla possibile presenza di contaminazione microbiologica, paventando quindi potenziali danni alla salute per chi frequentava l’impianto.

La storia parte da quando, il 12 agosto, l’Asl invia una Pec al Comune e al gestore della piscina, la Ssd Officina Nuoto di Roma, in cui veniva comunicato che vi erano dei risultati fuori norma per quanto concerne due parametri microbiologici. Dati che facevano riferimento ad analisi effettuate il 4 agosto, il tutto senza che l’azienda sanitaria chiedesse la sospensione dell’attività ma solo di attivarsi per far ritornare al più presto i valori nei limiti consentiti. Prima ancora dell’arrivo della Pec, il gestore della piscina aveva disposto le necessarie attività all’impianto e disposto l’esecuzione di nuove analisi a cura del Laboratorio Biomedix di Aulla.

L’esito di queste analisi, dell’11 agosto, attestavano la nuova conformità dei parametri microbiologici. Ma intanto circolavano polemiche per la mancanza, soprattutto da parte del sindaco, di comunicazione delle analisi alla popolazione che ne è venuta a conoscenza solo tramite l’iniziativa del consigliere di minoranza Emiliano Giusti. Una riflessione a cui va aggiunta la constatazione che la società che gestisce l’impianto è la stessa che ha gestito l’impianto di Aulla durante l’inverno e certo non ha dato grande prova di sè, almeno questa l’opinione dell’amministrazione aullese che ha deciso di recedere il contratto di affidamento. La polemica si è poi inasprita nel giorni precedenti al ferragosto, con la segnalazione che l’acqua della piscina grande presentava un evidente colore verdastro che davvero non era invitante per chi desiderava fare un tuffo.

Il 20 agosto si è quindi svolto un secondo controllo ASL, dovuto anche a queste segnalazioni, e il 22 agosto è stato comunicato che è stato rinvenuto un batterio e che era necessaria la chiusura della vasca grande. Dopo i necessari trattamenti sono state rieffettuare delle contro analisi private, che hanno poi consentito, il 25 agosto la riapertura della piscina grande per il ritorno alla normalità. I gestori evidenziano come durante le prime analisi l’Asl “non abbia chiesto nessuna chiusura della piscina e che non c’era nessun rischio per la salute” ma solo di riportare celermente i valori difformi nei limiti. Mentre riconoscono la correttezze della segnalazioni effettuate (“per un errore nostro, di cui ci assumiamo tutte le colpe”) in precedenza del secondo controllo dell’Asl. (r.s.)