Chi fa la scuola, i ministri o i maestri?

Uno degli argomenti al centro del Festival della filosofia di Modena, Carpi, Sassuolo che si è svolto il 19, 20 e 21 settembre

In passato abbiamo più volte sottolineato la bellezza, il significato, l’importanza dei festival filosofico-letterari, preziose occasioni di cultura, di incontro di scambio di idee. La 25.ma edizione del Festival filosofia di Modena, Carpi, Sassuolo, (svoltosi nei giorni 19,20,21 settembre), che abbiamo seguito, come facciamo da oltre venti anni, è stata dedicata a Michelina Borsari, la stimata fondatrice del Festival, scomparsa nel mese di agosto, ricordata più volte durante gli incontri, da amministratori e relatori.
Una delle caratteristiche di questo Festival riguarda la capacità di affrontare temi di carattere storico-filosofico, economico, sociologico,… unitamente a ciò che avviene nel mondo.
Pertanto la tragedia palestinese non poteva essere ignorata, anzi si è presa la piazza. Così ai manifestanti si è unita la gente che affollava piazza Grande. Una marea di persone si è alzata in piedi ha scandito slogan e ha battuto le mani dimostrando una convinta partecipazione che in alcuni si è trasformata in commozione. Le giornate trascorse, in questo scampolo di estate, nelle tre città emiliane, sono state davvero intense: lezioni magistrali, incontri, mostre, spettacoli, letture, conversazioni, iniziative destinate ai ragazzi e… cene filosofiche, in sostanza oltre150 appuntamenti e tutti gratuiti.
Le piazze, le strade, le chiese, gli auditori,… si sono riempiti di tantissima gente e in particolare di giovani in veste di volontari ma anche di attenti partecipanti agli eventi. Anche quest’anno abbiamo visto al Festival filosofia numerosi studenti e insegnanti e fra questi ultimi anche docenti e dirigenti delle nostre scuole lunigianesi. Infatti il tema scelto per questa 25.ma edizione, “Paideia”, non poteva non interessare il mondo della scuola. Tematica interessante e attuale che è stata declinata in sei fulcri tematici: evoluzione, maestri, scuola, apprendistato, cittadinanza, trasmissione.
Particolarmente apprezzate alcune lezioni magistrali. Ad esempio quelle delle due… star del Festival, Massimo Recalcati Elogio del maestro e Massimo Cacciari: Paideia. Ma chi è il pais? Affascinante e interessante la lezione di Telmo Pievani Imparo, dunque evolvo e quella di Roberta De Monticelli, in collegamento da Betlemme, su Agostino e la guerra dentro.
Ivano Dionigi ha esordito ponendo la domanda chi fa la scuola, i ministri o i maestri? Riprendendo un passo delle “Leggi” di Platone sulla necessità di scegliere fra tutti i cittadini il migliore che si dovrà occupare dell’istruzione, si è chiesto se la politica, in questi decenni si è fatta scrupolo di considerare l’istruzione una questione non secondaria, né marginale e di scegliere il migliore alla guida.
Della necessità da parte della scuola di educare, non limitandosi a istruire, ha parlato Umberto Galimberti. Un intervento denso di contenuti psico-pedagogici e sociologici, con affermazioni perentorie, quali ad esempio, ai giovani abbiamo tolto il futuro; con la tecnica, diventata un mondo nel quale abita l’uomo, finisce l’orizzonte di senso, o ancora i genitori devono essere espulsi dalla scuola superiore. Si è soffermato poi sul rapporto genitori-figli, sulla costruzione dell’identità che è un dono sociale ve la danno gli altri con i loro riconoscimenti o misconoscimenti e quindi si deve fare attenzione con i bambini, evitare di mortificarli… E pensare che in alcune scuole primarie ci sono ancora insegnanti che puniscono i bambini di classe prima, un po’ vivaci, allontanandoli dall’aula!

Fabrizio Rosi