Lunedì 1° settembre, alla presenza del vescovo Fra’ Mario

Lunedì 1° settembre nell’anniversario della nascita del Beato Angelo Paoli, avvenuta nel 1642, ad Argigliano di Casola in Lunigiana è stata celebrata la ricorrenza in una chiesa gremita di devoti e con addobbi di mazzi di rossi gladioli, che adornavano il presbiterio e gli altari, segno di una particolare attenzione e cura da parte delle priore e parrocchiani.
Hanno concelebrato con il vescovo Fra’ Mario i parroci delle chiese di Pieve San Lorenzo, di Cerignano, di Soliera e i diaconi dell’Unità Pastorale; il vicario don Massimo, cerimoniere, ha ringraziato i molti convenuti, il sindaco di Casola, il rappresentante dell’amministrazione di Fivizzano e quello della Confraternita del Gonfalone e della Misericordia.

Fra’ Mario ha sottolineato la corrispondenza della liturgia con il messaggio del Beato Angelo Paoli che partendo dalle sue radici ha diffuso l’annuncio di portare la lieta novella ai poveri. La “Schola Cantorum” diretta da Simone Catani ha allietato la cerimonia con il salmo “Il tuo giudizio Signore è amore che salva” e il canto finale “Dove sono i poveri, lì c’è Dio” composto e armonizzato da Padre Lucio Maria Zappatore, per il quale è stata benedetta una targa da esporre nel parco dedicato al Beato.
L’omelia del Vescovo ha ripreso i temi della liberazione cari al profeta Isaia con l’auspicio della liberazione dei prigionieri, degli schiavi fino ad auspicare, nelle parole del Vescovo, l’emancipazione dei poveri e degli emarginati da reinserire nella comunione della vita sociale. “I poveri non sono come noi ce li aspettiamo, ma possiamo camminare al loro fianco nelle loro lotte per la libertà, per capire dove nasce la loro povertà e fare in modo che venga superata con la partecipazione ad una vita dignitosa”.

Anche il Beato Angelo Paoli si è esposto in prima persona in una società che metteva poveri e ammalati al margine per esser prossimi l’un dell’altro. “Preghiamo per la pace del mondo – ha aggiunto – perché venga ascoltato il grido delle vittime”. Nel suo intervento il presidente del Comitato, Gianpiero Berti, ha ringraziato gli intervenuti e ha presentato Fra’ Nicola, Priore presso il convento fiorentino dei carmelitani alla Castellina, dove ha studiato anche Domenico Salvatori, a cui va il dovuto riconoscimento per la sua opera di promozione della devozione al Beato.
Un pensiero condiviso anche da Padre Nicola: “Domenico è stato il più assiduo frequentatore della parrocchia di San Martino ai Monti, perorando sempre la causa di beatificazione del Beato e ottenendo attenzione e ascolto da parte di Padre Lucio Zappatore, a cui oggi va il nostro riconoscimento”.
Nel giorno seguente alla celebrazione si è tenuta la funzione funebre in memoria di Francesco, marito di Liliana Paoli, che 27 anni fa è stato tra i cofondatori del Comitato e ha sostenuto la realizzazione dello stendardo e ha creato la base in legno del piedistallo del Beato nel parco e realizzate le stanghe per il trasporto in processione della statua.
(Corrado Leoni)



