Presenze record nella Casa San Benedetto di Montelungo

Tanti gruppi parrocchiali e di scout nella struttura di proprietà dell’Ente Opere di Religione e Culto

La porta di ingresso della Casa San Benedetto di Montelungo
La porta di ingresso della Casa San Benedetto di Montelungo

Può una struttura destinata all’ospitalità ridestare le sorti di un paese? Certamente può contribuire, come nel caso della “Casa Alpina San Benedetto” a Montelungo che forse mai come in questa estate ha visto tanti gruppi susseguirsi in soggiorni nella località pontremolese lungo la strada statale della Cisa a oltre 800 metri di altezza e a una dozzina di chilometri dal capoluogo.

Gruppi in arrivo non solo dall’alta Lunigiana, ma anche dalla zona di Costa della Diocesi, e da Diocesi limitrofe. L’edificio, intitolato al patrono del paese, sorge nei pressi della chiesa parrocchiale, proprio sul lato opposto della Statale ed è di proprietà dell’Ente Opere e Religione e Culto, istituzione della “vecchia” diocesi di Pontremoli, ancora attivo per la gestione di varie attività, compreso Il Corriere Apuano.

Le parole di Enrico Mori
Alcuni dei gruppi di ragazzi che hanno passato le vacanze nella struttura di Montelungo
Alcuni dei gruppi di ragazzi che hanno passato le vacanze nella struttura di Montelungo

Un Ente attualmente presieduto dal Vescovo mons. Mario Vaccari e amministrato da Enrico Mori e che da un paio d’anni è rientrato nella piena disponibilità della struttura. “È vero – conferma Mori – quest’anno abbiamo dovuto far fronte davvero a molte richieste di soggiorni da parte di gruppi parrocchiali o comunque legati alle attività pastorali della Chiesa oltre, naturalmente, ai gruppi degli Scout dell’Agesci.

Questo anche grazie agli investimenti per la manutenzione sia ordinaria che straordinaria alla quale abbiamo provveduto anche nel recente passato e che fanno della struttura una realtà molto accogliente e uno dei luoghi ideali dove trascorrere periodi di soggiorno nella natura e nel contempo in un ambiente di grande umanità”. Con i suoi quaranta posti la “Casa Alpina” di Montelungo è frequentata da gruppi ben gestibili, quasi sempre costituiti da giovani e giovanissimi accompagnati da sacerdoti, animatori ed educatori.

Alcuni dei gruppi di ragazzi che hanno passato le vacanze nella struttura di Montelungo
Alcuni dei gruppi di ragazzi che hanno passato le vacanze nella struttura di Montelungo

Tutta la struttura è, ovviamente, a norma e l’ospitalità è organizzata su tre piani che mettono a disposizione camere di varia capienza, servizi igienici rimessi a nuovo, un intero piano con cucina attrezzata e un refettorio accogliente e spazioso. L’impianto di riscaldamento, alimentato dal gpl, offre anche la possibilità di usufruirne al di fuori del periodo estivo. E all’esterno c’è tutto lo spazio che si vuole compreso un campo sportivo che può essere utilizzato per le attività all’aria aperta; e non mancano certo possibilità per escursioni anche sul tracciato della Via Francigena che transita non troppo lontano dall’abitato o, come in queste settimane, di bagni nei torrenti vicini.

La testimonianza di don Giovanni Barbieri
Alcuni dei gruppi di ragazzi che hanno passato le vacanze nella struttura di Montelungo
Alcuni dei gruppi di ragazzi che hanno passato le vacanze nella struttura di Montelungo

Proprio nello scorso fine settimana si è concluso il soggiorno organizzato dalla parrocchia di San Francesco di Villafranca: “Frequento la Casa di Montelungo fin dagli anni Settanta – spiega il parroco don Giovanni Barbieri – una struttura che da decenni accoglie soprattutto gruppi parrocchiali e degli scout e che di recente è stata resa molto accogliente, dove si viene ancora più volentieri, dove ragazze e ragazze possono vivere esperienze educative, umane e spirituali davvero significative”.

Nel passato Montelungo è stato luogo di villeggiatura importante, ma anche punto di sosta lungo la strada della Cisa prima dell’apertura dell’autostrada. Nel tempo il paese si è spopolato, quasi tutte le attività sono state chiuse e anche il sogno delle Terme sembra tramontato. Eppure la Casa Alpina San Benedetto continua ad attirare gruppi gioiosi e variopinti, alla ricerca di un’esperienza diversa dal solito.

(p. biss.)